Blake Fielder-Civil, ex marito di Amy Winehouse, è tornato a parlare pubblicamente dopo anni di speculazioni. In un episodio del podcast We Need to Talk ha ribadito che non accetta di essere considerato l'unico responsabile della tragica scomparsa di Amy nel 2011, all'età di 27 anni.
Cosa ha detto Blake
Blake Fielder-Civil ha riconosciuto la sua parte di responsabilità, ma ha anche chiarito alcuni punti che spesso vengono fraintesi dai media. Ha ammesso di essere stato presente la prima volta che Amy prese eroina, ma ha aggiunto che lei aveva iniziato a provare la cocaina già prima, con un altro ex.
Secondo Blake, l'idea che lui l'abbia costretta o che fosse il suo fornitore quotidiano è falsa. Ha detto: "Non sto evitando le mie responsabilità. Se ho fatto qualcosa lo ammetto. Però non ero il pusher." Ha insistito sul fatto che Amy era una donna con molta determinazione e che aveva la capacità di scegliere.
Il contesto medico
La morte di Amy Winehouse è stata ufficialmente attribuita a un avvelenamento acuto da alcol. Il coroner ha riportato che non sono state trovate sostanze illegali nel suo sistema al momento del decesso. Blake ha detto di aver fatto pace con l'idea di aver avuto un ruolo nella vita di Amy, ma non con l'idea di essere l'unico responsabile.
Al momento della morte di Amy, Blake era in carcere. Ha detto di sentirsi ancora legato a lei e di non voler ridurre la sua memoria a una colpa unica: secondo lui la situazione era più complessa e coinvolgeva la dipendenza di entrambi.
Una questione più ampia: dipendenze e responsabilità
Blake ha definito la loro esperienza come quella di due giovani che erano entrati in una spirale di dipendenza. "Non eravamo così all'inizio, poi lo siamo diventati, e può succedere a chiunque", ha spiegato. Ha anche sottolineato che, per quanto doloroso, il rapporto d'amore e la dipendenza non sono la stessa cosa.
Altre celebrità che hanno parlato apertamente della dipendenza
- Eminem: ha raccontato di un'overdose e di come la paura di perdere momenti importanti con la figlia lo abbia spinto verso la sobrietà.
- Demi Lovato: ha vissuto un grave episodio di ricaduta che ha portato a un ricovero e ha parlato francamente della battaglia continua con la dipendenza.
- Anthony Hopkins: ricorda il giorno in cui ha deciso di smettere e celebra molti anni di sobrietà come scelta di vita.
- Tom Holland: ha detto di aver smesso di bere per migliorare la salute mentale e fisica.
- Alec Baldwin e Bradley Cooper: entrambi hanno parlato delle loro esperienze con l'alcol e le droghe in momenti diversi della loro vita e carriera.
- Jamie Lee Curtis e Drew Barrymore: hanno condiviso aperture personali sul recupero e sulle difficoltà affrontate per tornare a una vita sobria.
La lista è lunga e mostra un fatto semplice: la dipendenza non discrimina. Molti volti noti hanno deciso di raccontare il proprio percorso per normalizzare la richiesta di aiuto e ridurre lo stigma.
Se stai cercando aiuto
La dipendenza può essere una malattia difficile da affrontare da soli. Se tu o qualcuno che conosci ha bisogno di supporto, rivolgiti ai servizi sanitari locali o a linee di assistenza specializzate nella tua zona. Chiedere aiuto è un passo importante e possibile.
In conclusione, Blake Fielder-Civil non si sottrae alla propria storia, ma respinge l'idea di essere l'unica causa della perdita di Amy Winehouse. La verità, come spesso accade, è complessa e coinvolge molte sfaccettature della vita e della malattia.