La clip sparisce, ma la discussione no
Negli ultimi giorni ha iniziato a circolare un breve filmato, attribuito a Tyler “aBeZy” Pharris, in cui il giocatore della LA Thieves viene sentito rivolgere un insulto omofobo a un avversario durante uno scrim. Il video, inizialmente diffuso da un account anonimo su X poi scomparso dalla piattaforma, è stato comunque salvato e rilanciato da altri utenti prima che l’upload originale venisse rimosso.
La clip, lunga appena nove secondi, arriva da una sessione di allenamento recente, anche se non datata, contro i Miami Heretics. Nel frammento si vede RenKoR mettere a segno una doppia eliminazione nelle primissime battute. La reazione di aBeZy, a quel punto, è stata quella che sta alimentando tutto il dibattito.
La reazione di Nadeshot
A intervenire sulla vicenda è stato poi Nadeshot, fondatore di 100 Thieves, durante una diretta. Il suo commento è andato nella direzione opposta rispetto al tono drammatico che spesso accompagna questo genere di episodi: secondo lui, la situazione finirà per essere superata abbastanza in fretta.
In sostanza, Nadeshot ha lasciato intendere che il ciclo dell’indignazione online seguirà il solito copione, con tutti pronti a trovare il prossimo bersaglio appena possibile. Ha anche riconosciuto, con il suo consueto entusiasmo misurato, che RenKoR nel clip ha effettivamente fatto un gran colpo. Difficile dire che fosse il momento ideale per una battuta, ma tant’è.
Le reazioni della community
Nel mondo competitivo di Call of Duty, il caso non è stato accolto come una novità assoluta. Insulti di questo tipo, pur restando inaccettabili, hanno purtroppo già fatto capolino in passato nell’ambiente professionistico. Ed è proprio per questo che parte del pubblico ha letto la vicenda con un certo fatalismo, seguendo la linea di Nadeshot: scandalo oggi, altro argomento domani.
C’è però anche chi ha scelto una lettura più sospettosa. Alcuni fan hanno ipotizzato che qualcuno all’interno della LA Thieves possa voler vedere aBeZy fuori dal roster e che la diffusione del filmato sia stata una mossa mirata per danneggiarne l’immagine, con tanto di account usa e getta come copertura. Una teoria, per ora, senza prove concrete. Ma sui social, si sa, la prudenza non è esattamente di casa.
Resta quindi un caso che mescola clip sparito, reazioni rapide e una comunità divisa tra chi minimizza e chi ci vede un tentativo di sabotaggio interno. Il tutto partito da nove secondi di video. Il che, nel 2026 dell’internet competitivo, è quasi una lunghezza da epopea.