Il Senato ha dato il suo via libera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della presidente del Consiglio in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente: 102 voti favorevoli, 66 contrari e 1 astenuto. Insomma, maggioranza compatta sulle linee generali indicate dal governo.
Che c'era nel testo approvato
Il documento ribadisce alcuni punti chiave: la condanna del ruolo destabilizzante attribuito all'Iran nella regione, il sostegno al popolo iraniano nella sua lotta per la libertà e l'impegno a proteggere l'integrità delle frontiere terrestri, aeree e marittime dell'Unione europea. C'è anche la promozione e il sostegno, nelle sedi europee e internazionali, delle operazioni marittime difensive Aspides e Atalanta, con la possibilità di un loro adattamento e rafforzamento se la situazione lo rendesse necessario.
Meloni in Aula: "Non intendiamo entrare in guerra"
La premier ha definito la crisi in Medio Oriente tra le più complesse degli ultimi decenni e ha sottolineato che l'intervento di Usa e Israele contro il regime iraniano è qualcosa a cui l'Italia non partecipa e non intende partecipare. Parole chiare: "noi non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra". Ha inoltre negato che l'Italia sia complice di scelte altrui o isolata in Europa.
Disponibilità al confronto ma con prudenza
La presidente del Consiglio ha detto di sperare in un clima di coesione e ha offerto la disponibilità a un tavolo con le opposizioni a Palazzo Chigi, oltre al confronto parlamentare. Niente chiusure a priori, dunque, ma neanche scelte prese alla leggera: la strada indicata è quella del dialogo istituzionale.
Basi Usa e paragone con la Spagna
Sulle eventuali richieste di utilizzo delle basi statunitensi presenti in Italia la premier ha ricordato che ogni decisione spetterebbe al governo e, in caso, al Parlamento. Al momento nessuna richiesta formale è pervenuta. Ha anche ricordato che la Spagna ha difeso l'esistenza di accordi bilaterali e che l'Italia sostiene un approccio analogo.
La politica in Aula: cappellini rossi e critiche
Per ironizzare sulla vicinanza politica con l'amministrazione americana alcuni senatori del M5s hanno offerto alla premier dei cappellini rossi con la scritta "No alla guerra" e li hanno sventolati in Aula. Dall'altra sponda il Pd ha attaccato a parole, definendo l'intervento della premier troppo disimpegnato rispetto alla gravità della crisi.
Strage in Iran: richiesta di accertamenti e applauso bipartisan
La presidente del Consiglio ha ricordato la tragedia avvenuta nel sud dell'Iran, dove sono morte molte persone, in gran parte bambine, e ha chiesto accertamenti sulle responsabilità. Su questo punto c'è stato un applauso condiviso tra maggioranza e opposizioni, con la richiesta di tutelare sempre i civili e i più vulnerabili.
Carburanti: più tasse sui profitti della speculazione
Di fronte all'aumento dei prezzi dei carburanti il governo ha promesso di fare il possibile per evitare speculazioni. Tra le ipotesi annunciate: recuperare i proventi della speculazione tramite una maggior tassazione delle aziende responsabili e valutare l'attivazione del meccanismo delle cosiddette accise mobili qualora gli aumenti diventassero strutturali. La spiegazione politica è che le accise mobili si attivano quando l'aumento è stabile e l'impatto sui cittadini reale.
Unifil, Libano e sicurezza dei nostri militari
Sulla situazione in Libano la premier ha definito il quadro delicato e ha ribadito il diritto di Israele alla sicurezza contro attacchi, pur sottolineando la contrarietà a qualsiasi escalation. Ha richiamato la necessità che venga garantita la sicurezza dei più di mille soldati italiani presenti nella missione Unifil e ha chiesto ad Israele di assicurare tale protezione. Sul tema delle regole di ingaggio Meloni ha ammesso che potrebbero servire aggiornamenti se si decidesse di prorogare la missione.
Difesa europea e questioni energetiche
La presidente del Consiglio ha sollevato l'esigenza di sviluppare la difesa europea in modo completo, proteggendo sia il fianco est sia il fianco meridionale. Sul fronte energetico l'Italia ha chiesto la sospensione urgente dell'applicazione dell'Ets alla produzione di elettricità da termoelettrico fino a quando i prezzi internazionali dei combustibili fossili non si riporteranno a livelli più sostenibili.
Bilancio Ue, oleodotto Druzhba e rispetto delle regole
Meloni ha ricordato che la possibile crisi finanziaria di Kiev avrebbe effetti gravi per l'Unione ma ha difeso il principio dell'unanimità nelle decisioni sul bilancio Ue. Ha anche citato le tensioni sollevate da Ungheria e Slovacchia relative alle forniture dell'oleodotto Druzhba, indicando la necessità di trovare una soluzione politica.
Cpr in Albania e Hormuz
Sul trasferimento dei centri di permanenza per il rimpatrio in Albania la premier ha detto che, secondo la normativa europea, il meccanismo adottato dall'Italia è legittimo, ma teme che per alcuni questo non basterà a fermare eventuali ordinanze di revoca. Per lo stretto di Hormuz ha ricordato che è in corso un dibattito su quali strumenti adottare per proteggere la libertà di navigazione e che, se si arriverà a proposte concrete, è giusto confrontarsi con il Parlamento.
Le opposizioni e le loro risoluzioni
Le forze di opposizione hanno presentato tre risoluzioni distinte, quelle del Pd, del M5s e del gruppo Avs. In linea generale le richieste includono un forte impegno per un cessate il fuoco e per ogni iniziativa volta alla de-escalation, il no all'uso delle basi italiane per azioni militari contro l'Iran e la condanna di qualsiasi azione che violi il diritto internazionale.
Il dibattito proseguirà oggi alla Camera. Nel frattempo, sul piano pratico, la linea del governo è chiara: niente partecipazione italiana a operazioni militari contro l'Iran al momento, monitorare la situazione, difendere interessi energetici e commerciali e tutelare i cittadini dalle ricadute economiche della crisi.