Le Borse europee continuano a perdere terreno mentre il conflitto in Medio Oriente si intensifica e il prezzo del petrolio schizza verso quota 115-116 dollari al barile. Anche i mercati dell'energia sono agitati: il gas ha toccato i 74 euro per megawattora in apertura prima di attestarsi intorno ai 66-68 euro.
Cosa ha mosso i mercati oggi
Attacchi a raffinerie e infrastrutture del gas nella regione mediorientale hanno aumentato i timori per l'offerta energetica, spingendo il petrolio e accrescendo l'incertezza sui mercati finanziari. Aumentano anche le preoccupazioni legate alla politica monetaria: la Federal Reserve ha indirizzi più restrittivi e oggi è attesa la decisione della Banca centrale europea. Nel frattempo la banca centrale giapponese ha lasciato i tassi invariati, segnalando incertezza sull'inflazione, fattore che ha aggravato il calo delle borse asiatiche.
Dati principali dei mercati
- Petrolio: il Brent supera i 116 dollari al barile con un rialzo intorno all'8%, il WTI è vicino a 97 dollari (+0,9%).
- Gas: picco mattutino a 74 euro/MWh, poi stabilizzato tra 66 e 68 euro, con un rialzo giornaliero significativo.
- Metalli preziosi: l'oro scende di circa il 5% a 4.700 dollari, l'argento perde oltre il 10% e si muove poco sopra i 70 dollari l'oncia.
- Obbligazioni: lo spread tra BTP e Bund si amplia verso gli 83-84 punti; il rendimento del decennale italiano si porta intorno al 3,8-3,81%, l'OAT francese è vicino al 3,65% e il decennale tedesco sfiora il 3%.
Le Borse in Europa e in Asia
In Europa i principali indici chiudono in calo: Milano lascia sul terreno circa il 2%, Francoforte perde oltre il 2%, Parigi cede circa l'1,5%, Madrid intorno al 1,9% e Londra circa l'1,6%.
In Asia le vendite sono state marcate dopo la decisione della BoJ: Tokyo ha chiuso in calo del 3,38%, Hong Kong perde oltre il 2%, Shenzhen circa il 2,27%, Shanghai l'1,39% e Seul il 2,7%.
Perché tutto questo conta
Prezzi dell'energia più alti possono tradursi in costi maggiori per imprese e consumatori e in un aumento dell'inflazione. Questo alimenta i timori di nuove mosse restrittive da parte delle banche centrali, con impatti su tassi e mercati obbligazionari. La combinazione tra rischio geopolitico e segnali di politica monetaria spiega gran parte della nervosità osservata oggi.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA