A Nîmes, Rublev resta fedele al suo stile
Arrivato a Nîmes come uno dei nomi più attesi dello UTS, Andrey Rublev non ha perso occasione per confermare la sua fama di giocatore diretto, quasi spiazzante nella sua sincerità. Il moscovita ha provato a mettere in prospettiva presente e passato, senza troppi giri di parole. D'altra parte, non è mai sembrato un fan delle risposte di circostanza.
Alla domanda su quale campione del passato gli sarebbe piaciuto affrontare, la risposta è stata disarmante: nessuna preferenza particolare. «Onestamente non ho una risposta, non mi interessa. Chiunque mi date io lo affronto… se non devo giocare ancora meglio», ha detto, con una risata che ha chiuso il discorso più in fretta di quanto facciano molti scambi in campo.
Sinner e Alcaraz come segnale per il presente
Rublev ha poi spostato il focus su Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, due riferimenti ormai centrali del circuito. Per il russo, il fatto che i due continuino a spingere il livello del tennis così in alto è tutt'altro che un dettaglio. La loro crescita, ha spiegato, gli trasmette fiducia: se il presente produce campioni capaci di alzare continuamente l'asticella, allora c'è ancora molto spazio per credere nel futuro del gioco.
Una posizione semplice, quasi elementare, ma non così scontata nel tennis professionistico, dove tutti parlano di evoluzione finché non arriva il momento di affrontarla davvero sul campo. Rublev, almeno, non finge di volerla addolcire.