Il cantautore cubano Silvio Rodríguez, noto sostenitore del governo cubano, ha scritto sul suo blog che sarebbe disposto a prendere le armi per difendere il Paese se l'esercito degli Stati Uniti intervenisse.
La dichiarazione
In un breve post su Segunda Cita, Rodríguez ha detto: "Chiedo il mio AKM, se intervengono", precisando che lo affermava molto seriamente. Il riferimento è al fucile d'assalto AKM.
Il contesto
La dichiarazione arriva in un clima di crescente scontro verbale tra L'Avana e Washington. Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel aveva avvertito che il paese opporrebbe una resistenza inespugnabile a qualsiasi aggressione esterna. Dall'altra parte, l'amministrazione di Donald Trump aveva pronunciato frasi di tono bellicoso, con il tycoon che aveva dichiarato di sperare di avere "l'onore di prendere Cuba".
Cosa ha scritto Rodríguez nel suo post
Oltre alla frase sull'AKM, il musicista ha pubblicato un testo intitolato "Cuba al crocevia di un multilateralismo ipocrita", in cui denuncia il peso dell'embargo statunitense e il cosiddetto "soffocamento" subito dall'isola e dalla sua popolazione a causa delle sanzioni.
Le reazioni
- Un media digitale dissidente, CiberCuba, ha criticato la difesa della sovranità proposta da Rodríguez, domandando cosa significhi rivendicare la sovranità in un paese dove, a loro avviso, i cittadini non godono di diritti politici effettivi.
- La dichiarazione si inserisce in una serie di scambi duri tra esponenti cubani e rappresentanti o sostenitori dell'amministrazione statunitense.
Il commento di Rodríguez ha attirato attenzione soprattutto per la scelta di evocare l'uso delle armi in difesa della patria, in un momento di forti tensioni diplomatiche e retoriche.