Un’altra uscita, e il 2026 continua a correre
Gli U2, che fino a quest’anno non pubblicavano materiale inedito dal 2017, stanno chiaramente recuperando il tempo perso con una certa energia. A mezzanotte sulla costa est, proprio mentre iniziava il Venerdì Santo, la band ha pubblicato “Easter Lily”, il suo secondo EP da sei brani del 2026.
Con questo disco, il gruppo ha praticamente incorniciato la Quaresima con due raccolte molto diverse tra loro. La prima, “Days of Ash”, era arrivata il 18 febbraio, in occasione del Mercoledì delle Ceneri, e si concentrava in gran parte su guerre e conflitti in varie parti del mondo. Il nuovo EP, come suggerisce il titolo senza troppa discrezione, ha un tono più morbido e più esplicitamente spirituale.
La scaletta di “Easter Lily”
- Song for Hal
- In a Life
- Scars
- Resurrection Song
- Easter Parade
- COEXIST (I Will Bless The Lord At All Times?) feat. un nuovo soundscape di Brian Eno
Anche stavolta, come per “Days of Ash”, l’uscita è solo digitale. Nessun LP, nessun CD, solo file e buona volontà. Insieme al disco arriva anche una versione ampia di Propaganda, la rivista per fan che la band ha recentemente rilanciato. Le indicazioni per ascolto e lettura, però, restano fuori dal perimetro di questo articolo, per fortuna di chi preferisce non aprire dieci finestre contemporaneamente.
Bono: album in arrivo, ma non ancora questo
Bono ha inviato una nota ai fan per ribadire che un album vero e proprio è ancora in lavorazione e che questi EP sono deviazioni laterali lungo il percorso verso un disco completamente separato.
Ha spiegato che la band è ancora in studio e sta lavorando a un album “rumoroso, disordinato, ‘irragionevolmente colorato’”, pensato per essere suonato dal vivo, che secondo lui è il luogo in cui gli U2 esistono davvero. Il cantante ha aggiunto che il rock vivace resta, ai suoi occhi, una forma di resistenza contro tutto ciò che arriva sugli schermi piccoli, mentre per molti di noi sono anni di “wilderness”, con il caos del mondo a fare da colonna sonora.
Bono ha anche descritto il modo in cui il gruppo ha affrontato questo nuovo materiale: scavando più a fondo nelle proprie vite per trovare canzoni capaci di stare al passo con il momento. Per “Easter Lily”, ha detto, sono nate domande molto personali. Quanto reggono le relazioni quando il tempo è così complicato? Quanto si è disposti a lottare per un’amicizia? La fede può sopravvivere alla distorsione di significato che gli algoritmi sembrano premiare con tanta generosità? La religione è soltanto un disastro che continua a dividerci, oppure nasconde ancora risposte tra le sue pieghe? E poi ci sono riti, cerimonie, danze che potremmo aver perso per strada?
Ha collegato il disco alla stagione dalla quale prende ispirazione, dalla primavera alla Pasqua e alla promessa di rinascita e rinnovamento. Ha anche citato “Easter” di Patti Smith, album del 1978 che per lui fu una fonte di speranza enorme quando uscì, e ha precisato che il titolo dell’EP è un omaggio a quel lavoro.
Prima di chiudere, con una punta di malizia controllata, ha promesso che in un secondo momento arriveranno “hoopla and fanfare”, cioè il necessario apparato promozionale per ricordare al resto del mondo che la band esiste ancora. Per ora, ha detto, questa uscita è “tra voi e noi”.
Cosa raccontano i sei brani
L’annuncio ufficiale dell’EP descrive i brani in questo modo:
- “Song for Hal” è una lamentazione legata al lockdown da COVID-19, con The Edge alla voce principale. È dedicata all’amico della band, il musicista Hal Willner, che avrebbe compiuto 70 anni il Lunedì di Pasqua ed è morto quasi sei anni fa, praticamente nello stesso periodo.
- “In a Life” celebra l’amicizia.
- “Scars” è una canzone di incoraggiamento e accettazione, con una svolta finale.
- “Resurrection Song” parla di un pellegrinaggio, un viaggio verso l’ignoto con un amante o un amico.
- “Easter Parade” è un brano devozionale, una celebrazione della nuova vita, della rinascita e della resurrezione.
- “COEXIST (I Will Bless The Lord At All Times?)” è una ninna nanna per genitori di bambini coinvolti in guerra e include un soundscape di Brian Eno.
Il risultato è un EP che sembra voler tenere insieme lutto, fede, amicizia e resurrezione, con quel tipico talento degli U2 per trasformare un periodo complicato in una dichiarazione d’intenti molto seria. Almeno, questa volta, lo fanno in due EP invece che in uno solo.