I mercati del petrolio hanno segnato una battuta d'arresto a New York dopo l'annuncio dell'amministrazione Usa sulla rimozione "in via temporanea" delle sanzioni su parte del greggio russo. All'apertura il WTI ha perso il 2,71% a 93,14 dollari, mentre il Brent ha ceduto il 2,02% scivolando sotto quota 100 a 98,43 dollari.
Bruxelles: le nostre sanzioni e il price cap restano validi
La portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, ha detto che le "nostre sanzioni" sul petrolio russo e il price cap deciso a livello UE restano in vigore. Ha aggiunto che non è il momento di allentare le misure contro la Russia e che l'eccezione decisa dagli Stati Uniti riguarda solo il petrolio già in viaggio.
Il presidente del Consiglio europeo: preoccupazione per la sicurezza
Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, ha scritto su X che la decisione unilaterale degli Stati Uniti di revocare le sanzioni sulle esportazioni di petrolio russo è "molto preoccupante" perché incide sulla sicurezza europea. Secondo Costa, mantenere la pressione economica su Mosca è essenziale per spingere verso negoziati seri e una pace duratura; indebolire le sanzioni aumenterebbe le risorse a disposizione della Russia per continuare la guerra contro l'Ucraina.
Quanto petrolio riguarda la deroga Usa?
Secondo Reuters, che cita stime attribuite all'inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev, la deroga di 30 giorni concessa dagli Stati Uniti per permettere ad alcuni Paesi di acquistare petrolio e prodotti petroliferi russi bloccati in mare interesserebbe 100 milioni di barili, cifra definita equivalente a quasi un giorno di produzione mondiale.
Cosa ha autorizzato il Tesoro Usa
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato che il Dipartimento del Tesoro ha concesso un'autorizzazione temporanea che permette ad alcuni Paesi di acquistare petrolio russo attualmente bloccato in mare. Bessent ha precisato che si tratta di una misura circoscritta e di breve durata, applicabile solo al petrolio già in transito, e che non porterà benefici finanziari significativi al governo russo, che ricava la maggior parte delle entrate energetiche dalle tasse al punto di estrazione.
Nel suo comunicato Bessent ha anche sostenuto che il presidente Trump sta adottando misure per promuovere la stabilità dei mercati energetici globali e contenere i prezzi, ricordando che la produzione di petrolio e gas negli Stati Uniti è a livelli record e che questo dovrebbe tradursi in vantaggi per l'economia americana sul lungo periodo.
Il Cremlino: senza la Russia non si stabilizza il mercato
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che stabilizzare il mercato globale dell'energia senza i volumi produttivi significativi della Russia è "impossibile". Secondo Peskov, le azioni degli Stati Uniti possono essere viste come un tentativo di stabilizzare i mercati dell'energia e in questo senso gli interessi di Mosca e Washington coincidono. Ha anche avvertito del rischio di una crisi crescente nel settore energetico a livello globale.
L'UE chiede all'AIE una valutazione sulle riserve
La Commissione europea ha chiesto all'Agenzia internazionale per l'energia una valutazione dell'impatto a medio termine del rilascio di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche sulla sicurezza degli approvvigionamenti. Dopo la riunione del gruppo di coordinamento sul petrolio, la Commissione ha comunicato che al momento non si rilevano rischi per la sicurezza dell'approvvigionamento dovuti alle tensioni in Medio Oriente: le scorte di petrolio risultano ancora a livelli elevati e i livelli di riempimento dei depositi di gas nell'UE restano stabili.
In sintesi, la decisione degli Stati Uniti ha mosso i mercati e acceso avvisi diplomatici a Bruxelles e Mosca. La situazione resta fluida, con valutazioni in corso sull'impatto reale di questa deroga temporanea.