Una voce di corridoio dice che BYD sta pensando seriamente alle corse. Non come hobby per week end noiosi, ma valutando categorie serie come il mondiale Endurance e persino la Formula 1. Per ora sono indiscrezioni, ma idee del genere non nascono per caso.
Da batterie a bolidi del motorsport
BYD è diventata il più grande produttore cinese per volumi di auto ibride ed elettriche, passando in venti anni da fabbrica di batterie a colosso globale. Negli ultimi tre anni ha accelerato l'espansione in Europa e in altri mercati, e adesso sembra interessata a far crescere il proprio brand anche con la scusa di qualche giro di pista.
Perché le corse? Per il marchio, ovviamente
Se vuoi farti conoscere al di fuori dei confini nazionali, uno spot alla partita di calcio non basta sempre. BYD ha già investito in grandi eventi sportivi per costruire immagine. Il motorsport sarebbe il passo successivo per parlare a un pubblico appassionato di tecnologia, velocità e marketing scintillante.
Al momento però BYD non ha una presenza nel motorsport. Le opzioni sul tavolo sarebbero diverse: partire da zero con un team tutto suo, comprare o allearsi con una formazione già esistente, o entrare come sponsor di primo piano. Tutte soluzioni plausibili, con pro e contro che richiedono più di una chiacchierata in sala riunioni.
Un matrimonio che può funzionare
Guardando la cosa in controluce, ci sono vantaggi reciproci: la Formula 1 troverebbe in BYD una scorciatoia per aumentare la propria presenza in Cina e in Asia, più efficace di aver semplicemente qualche pilota locale. Per BYD, entrare nel circus sarebbe coerente con la direzione tecnica dell'auto da corsa: sempre più ibrida con una forte componente elettrica, una strada che coincide con la loro expertise industriale.
La realtà economica: non è uno shopping spensierato
Mettiamo le cose in chiaro. Aprire un team di Formula 1 da zero non è come lanciare una startup con tre colleghi e un sogno. Si parla di cifre elevatissime, con soglie di investimento iniziale che in passato sono state citate come intorno al miliardo di dollari. Non è proibitivo per un grande costruttore, ma non è neanche una cifra che si butta via tra un caffè e l'altro.
Detto questo, BYD non è esattamente un principiante in termini di risorse ingegneristiche e personale, soprattutto se paragonata ad alcuni grandi player europei. Quindi, la via più sensata potrebbe essere la cooperazione: comprare una squadra già strutturata o entrare come sponsor principale con un coinvolgimento tecnico e finanziario elevato.
Cosa guardare nel paddock
Nulla è deciso, ma vale la pena tenere gli occhi puntati sulle mosse nei weekend di gara, specialmente a Shanghai. Se vedrete delegazioni, incontri riservati o contratti tamponati con lo scotch, probabilmente non è per scegliere il catering.
In sintesi: BYD sembra tentata dal motorsport e la Formula 1 è una delle opzioni sul tavolo. I numeri e la complessità restano un filtro severo. Se arriverà un ingresso ufficiale, non sarà comunque improvvisato.