Colloqui ufficiali per provare a sbloccare la situazione

Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha detto in un video trasmesso in televisione che funzionari cubani hanno tenuto colloqui con rappresentanti del governo degli Stati Uniti per cercare soluzioni al blocco imposto allisola.

Secondo Díaz-Canel, lo scopo dei colloqui era trovare soluzioni attraverso il dialogo alle differenze bilaterali tra i due paesi. Ha sottolineato che i negoziatori cubani hanno partecipato nel rispetto dell'uguaglianza, dei sistemi politici e della sovranità di Cuba.

Crisi energetica e blackout

Il presidente ha affermato che negli ultimi tre mesi non sono arrivate spedizioni di petrolio sullisola, una situazione che ha attribuito a un blocco energetico da parte degli Stati Uniti. La regione occidentale di Cuba �e8 stata colpita la scorsa settimana da un blackout massiccio che ha lasciato milioni di persone senza elettricit�e0.

Pur producendo circa il 40% del proprio petrolio, ha detto Díaz-Canel, Cuba ha dovuto generare energia internamente e quei margini non sono stati sufficienti a soddisfare la domanda.

Le conseguenze sono state vaste. Il presidente ha elencato gli effetti principali:

  • problemi alle comunicazioni;
  • interruzioni nell'istruzione;
  • disagi nei trasporti;
  • posticipazione di interventi chirurgici per decine di migliaia di persone.

"L'impatto è enorme", ha detto Díaz-Canel.

Chi era nella stanza e i colloqui informali

Fino a oggi lAvana aveva negato di avere incontri ufficiali in corso, ma non aveva smentito del tutto i resoconti su conversazioni informali cui avrebbe partecipato Ra�fal Guillermo Rodríguez Castro, nipote di Raúl Castro. Rodriguez Castro, che ha 41 anni e non ricopre un ruolo ufficiale nel governo, �e8 comunque molto vicino al nonno, che mantiene grande influenza nel sistema di potere cubano.

Nel video diffuso dallufficio presidenziale, Rodríguez Castro appare seduto dietro Díaz-Canel insieme ad altri dirigenti del Partito Comunista. Fonti riportano che il mese scorso funzionari statunitensi hanno avuto colloqui con il nipote di Raúl Castro ai margini dellincontro Caricom a Saint Kitts e Nevis.

Le spinte politiche esterne

Il clima della vicenda è segnato anche dalle dichiarazioni dell'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che nelle ultime settimane ha sostenuto di essere già in trattative di alto livello con rappresentanti cubani. In varie uscite ha detto che Cuba sarebbe prossima al collasso o pronta a chiudere un accordo con gli Stati Uniti. In un passaggio ha parlato di un possibile "passaggio di potere amichevole" per l'isola e poi ha aggiunto che "potrebbe non essere amichevole".

Un passaggio di consegne a bassa pressione

La conferma di Díaz-Canel rappresenta la prima ammissione pubblica di colloqui ufficiali volti a trovare un accordo sul tema energetico. Restano comunque molti punti aperti: come e quando potrebbero riprendere forniture di carburante, quali concessioni sarebbero accettabili per Havana e fino a che punto le pressioni esterne stanno condizionando le scelte interne.

Per ora la priorità segnalata dal presidente è contenere l'emergenza umanitaria provocata dai blackout e dalle carenze sanitarie, mentre la diplomazia cerca una via di uscita che non comprometta la sovranità del paese.