Giorno 28 del conflitto: il presidente degli Stati Uniti ha spostato di 10 giorni l'azione prevista contro gli impianti energetici iraniani, annunciando che i colloqui stanno andando "molto bene". In pratica, si guadagna tempo mentre sul terreno i bombardamenti e le risposte militari continuano a fare vittime e danni.

In Iran

  • Attacchi e vittime: Le forze statunitensi e israeliane continuano i bombardamenti su diverse città iraniane. Finora più di 1.900 persone sono state uccise.
  • Ritorsioni iraniane: Teheran ha lanciato missili e droni verso Israele e paesi del Golfo, tra cui Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Giordania.
  • Posticipo degli attacchi energetici: Gli attacchi programmati alle centrali elettriche iraniane sono stati rinviati al 6 aprile alle 20:00 ora orientale degli Stati Uniti (00:00 GMT del 7 aprile). La Casa Bianca parla di progressi nei colloqui.
  • Trattativa e posizioni: Teheran definisce la proposta statunitense "uno squilibrio" e ha presentato cinque richieste non negoziabili. Tra queste ci sono riparazioni per i danni della guerra e il mantenimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz.
  • Clima tra la popolazione: Corrispondenti dal paese segnalano che molti iraniani giudicano la situazione dalle azioni militari in corso, non dalle parole ufficiali sul dialogo, e interpretano i bombardamenti continui come un segnale che Washington non è davvero intenzionata a chiudere il conflitto.
  • Colpo a Tehran: L'esercito israeliano ha dichiarato di aver effettuato una "vasta ondata di attacchi" contro infrastrutture dell'apparato statale nel cuore di Tehran nelle prime ore di venerdì.

Diplomazia di guerra

  • Mediazione in corso: Paesi mediatori, tra cui Pakistan, Turchia ed Egitto, stanno aiutando a facilitare contatti tra Washington e Teheran. Si valuta l'ipotesi di colloqui faccia a faccia, eventualmente già questo fine settimana in Pakistan.

Nel Golfo

  • Attacchi diretti e intercettazioni: Stati del Golfo subiscono bombardamenti quasi quotidiani, con missili e droni lanciati dall'Iran e intercettati in volo.
  • Emirati Arabi Uniti: Detriti di un proiettile intercettato ad Abu Dhabi hanno causato la morte di due persone e il ferimento di tre. Le vittime erano provenienti dall'India e dal Pakistan.
  • Kuwait: La Guardia Nazionale del Kuwait ha ripetutamente intercettato droni e missili; sirene antiaeree e esplosioni sono diventate frequenti.

Negli Stati Uniti

  • Tensioni sulle scorte militari: Il conflitto sta mettendo sotto pressione le riserve di armi statunitensi. L'amministrazione sta valutando di reindirizzare missili intercettori inizialmente destinati all'Ucraina verso il Medio Oriente.
  • Incontri diplomatici a Washington: Il primo ministro e il ministro degli Esteri del Qatar si sono recati a Washington per colloqui con il segretario alla Difesa, incentrati su cooperazione e strategie di difesa regionale.
  • Impatto politico e sociale: La guerra sta pesando sulla popolarità del presidente. L'aumento dei prezzi del carburante alimenta il malcontento interno; un sondaggio mostra il 64 percento di intervistati contrari alla gestione della crisi e il 36 percento favorevoli.
  • Cambiamento nelle abitudini di informazione: Una parte degli americani si sta allontanando dalla copertura televisiva tradizionale e cerca notizie tramite feed sui social media, spesso alla ricerca di versioni alternative degli eventi.

In Israele

  • Richiesta di più truppe: L'esercito ha dichiarato di aver bisogno di rinforzi nel sud del Libano, dove combatte contro Hezbollah per creare una cosiddetta zona cuscinetto.
  • Critiche interne: L'ex primo ministro e leader dell'opposizione Yair Lapid ha accusato il governo di aver portato il paese in una crisi di sicurezza inviando l'esercito su più fronti senza una strategia chiara e senza sufficiente personale.
  • Perdite militari: L'esercito israeliano ha annunciato la morte di due soldati in sud Libano durante le operazioni di occupazione di territori e villaggi.

In Iraq, Libano, Yemen

  • Esplosioni a Beirut: Media libanesi hanno riportato un attacco israeliano contro la periferia sud di Beirut nelle prime ore di venerdì.
  • Colpi in Iraq: Forze statunitensi hanno attaccato la base di Habbaniyah nella provincia di Anbar, causando la morte di cinque-sette militari iracheni e il ferimento di 23 persone.
  • Esportazioni di petrolio: La chiusura dello Stretto di Hormuz ha fatto crollare le esportazioni petrolifere irachene di oltre il 70 percento.
  • Vittime in Libano: Il bilancio delle vittime in Libano per attacchi israeliani è salito a 1.116.
  • Preoccupazioni per l'annessione: Il primo ministro libanese, Nawaf Salam, ha avvertito le Nazioni Unite del rischio di annessione di territorio a sud del fiume Litani da parte di Israele.

Mercati del petrolio e aiuti internazionali

  • Risposta finanziaria: La Banca Mondiale ha dichiarato di essere pronta a fornire assistenza finanziaria immediata ai paesi emergenti che ne avranno bisogno, con interventi su larga scala.
  • Petrolio russo nelle Filippine: Un cargo con oltre 700.000 barili di petrolio russo è arrivato nelle Filippine dopo che il paese ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale.
  • Preoccupazioni regionali: Analisti indicano che i paesi del Sud Asia dipendono fortemente dall'area del Golfo e non vogliono né il collasso del governo iraniano né la destabilizzazione delle economie del Golfo.

In sintesi, mentre si cercano soluzioni diplomatiche e qualcuno prova a guadagnare tempo, la realtà sul terreno resta sanguinosa e caotica. I prossimi giorni saranno cruciali per capire se il rinvio degli attacchi porterà a un accordo concreto o servirà solo ad allungare la crisi.