Chevron sostiene che la recente escalation tra Stati Uniti e Iran ha avuto un impatto sui mercati petroliferi mondiali maggiore rispetto alla guerra tra Russia e Ucraina. Il CEO Mike Wirth ha sottolineato che, per il momento, il primo compito è capire l'entità dei danni causati.

Valutare i danni: un rompicapo tecnico

Wirth ha spiegato che non è chiaro quanto petrolio sia stato temporaneamente bloccato o quante strutture siano state danneggiate. In pratica, le aziende stanno ancora cercando di contare cosa è attivo e cosa no.

Cosa rimane incerto

  • Quanto della produzione è stata effettivamente sospesa.
  • Quanto sono gravi i danni agli impianti e alle infrastrutture.

La risposta del governo e l'appello ai produttori

Allo stesso evento, il segretario all'Energia Chris Wright ha detto ai dirigenti del settore petrolifero che prevede che la perturbazione globale nei flussi di petrolio e gas sarà a breve termine. Tuttavia, ha anche esortato le società a incrementare la produzione per compensare qualsiasi interruzione.

Wright ha riassunto così la dinamica di mercato: "I mercati fanno quello che fanno. I prezzi sono saliti per mandare un segnale a chi può produrre di più: per favore, producete di più."

Perché conta

Se la stima dei danni richiede tempo, il mercato rimane nervoso e i prezzi possono restare volatili finché non si chiarisce la situazione. La richiesta ufficiale è chiara: se è possibile aumentare la produzione, il settore dovrebbe farlo per stabilizzare i prezzi.

In sostanza, la partita ora è capire quanto è danneggiata l'offerta e chi riuscirà a riempire il vuoto nel breve termine.