La Casa Bianca ha caricato all'inizio di marzo un video che sembra uscito da un montaggio di meme: musica epica, tagli rapidi e una sfilata di spezzoni presi da vari franchise famosi. Il problema? Alcuni proprietari dei contenuti non erano stati consultati.

Cosa è successo

Il 5 marzo l'account ufficiale della Casa Bianca su X ha postato un video con la didascalia "JUSTICE THE AMERICAN WAY" che mescolava spezzoni tratti da serie e giochi famosi, sovrapposti al tema di Mortal Kombat. Tra i frammenti comparivano, tra gli altri:

  • Breaking Bad
  • Halo
  • Transformers
  • Deadpool
  • Dragon Ball Super
  • Star Wars
  • Yu-Gi-Oh

La risposta di Yu-Gi-Oh

Pochi giorni dopo, l'account ufficiale di Yu-Gi-Oh ha dichiarato che il materiale della serie era stato usato senza autorizzazione. Il messaggio sottolineava che né gli autori del manga né chi lavora all'anime erano coinvolti nella creazione del video e che non era stata concessa alcuna licenza per usare quella proprietà intellettuale.

Al momento non è chiaro se il proprietario dei diritti digitali di Yu-Gi-Oh prenderà provvedimenti legali, ma la presa di posizione è stata netta e pubblica.

Master Chief non è contento

Steve Downes, la voce di Master Chief, ha anche lui fatto sapere di non aver partecipato al progetto e di non aver autorizzato l'uso della sua voce. In pratica, la colonna vocale non ha dato il suo consenso e non sostiene il contenuto del video.

Pokémon prende le distanze

Anche la Pokémon Company ha emesso una nota dopo che l'account governativo ha sovrapposto lo slogan politico "MAGA" a un logo simile a quello di Pokopia. L'azienda ha dichiarato di non essere coinvolta nella creazione o diffusione del post e ha ricordato che la sua missione è unire le persone, non schierarsi politicamente.

Morale della storia

Usare clip altrui per montaggi virali può sembrare una trovata creativa, ma quando appaiono marchi famosi e voci riconoscibili senza autorizzazione, scattano le dichiarazioni ufficiali. Sì, anche la Casa Bianca può finire con il ricevere un bel no grazie da parte dei detentori dei diritti.

In sintesi: la playlist avrebbe dovuto avere i permessi prima della pubblicazione.