La Esports Foundation ha svelato le 40 organizzazioni scelte per il Club Partner Program 2026, portando avanti il suo piano da 20 milioni di dollari per sostenere l’ecosistema globale degli esports. E sì, anche quest’anno la cifra massima resta bella tonda: fino a 1 milione di dollari per squadra. Perché, a quanto pare, costruire un settore internazionale richiede anche qualche assegno ben piazzato.

Un programma arrivato al terzo anno

Il progetto entra nel terzo anno e, oltre al finanziamento, offrirà ai club supporto strategico, opportunità di contenuti ed esposizione internazionale in vista dell’Esports World Cup 2026 di Riyadh, in Arabia Saudita.

Le cifre principali non cambiano rispetto al 2025, ma cambia poco anche la direzione di marcia: il programma continua a puntare con decisione su coinvolgimento dei fan, narrazione dei brand e crescita del pubblico globale. In altre parole, non basta più vincere. Bisogna anche saper raccontare la vittoria, possibilmente senza addormentare chi guarda.

Un ecosistema sempre più globale

La formazione 2026 riunisce realtà storiche e organizzazioni emergenti, con una platea complessiva che supera i 300 milioni di fan in tutto il mondo.

Tra i nomi più riconoscibili ci sono marchi consolidati come Fnatic, T1 e Team Liquid, affiancati da club in rapida crescita provenienti da aree come India, Sud-est asiatico e America Latina. La selezione riflette bene la natura ormai globale degli esports, dove il baricentro non è più soltanto in poche regioni tradizionalmente dominanti.

La Foundation continua a presentare i club non solo come squadre competitive, ma come motori centrali per attivazioni, campagne e eventi dal vivo. Nel 2025, le organizzazioni partecipanti hanno generato oltre 300 milioni di visualizzazioni delle campagne e coinvolto più di 10 milioni di fan attraverso centinaia di iniziative, tra cui watch party ed eventi internazionali dedicati ai tifosi.

Nessun posto garantito all’Esports World Cup

Il sostegno economico e la visibilità del programma non equivalgono a un accesso automatico all’Esports World Cup 2026. Tutti i club partecipanti dovranno comunque qualificarsi attraverso i canali competitivi ufficiali.

La selezione delle 40 organizzazioni è avvenuta attraverso due percorsi: inviti diretti basati sui risultati del Club Championship 2025 dell’Esports World Cup e un processo di candidatura aperto che ha raccolto oltre 175 richieste da tutto il mondo.

In sintesi, il messaggio resta chiaro: negli esports moderni contano ancora i risultati, ma contano sempre di più anche la capacità di costruire pubblico, identità e presenza globale. Un dettaglio che, evidentemente, non si può più lasciare all’improvvisazione.