Il senatore Mike Lee ha formalmente chiesto al Dipartimento di Giustizia e alla Commissione Federale per il Commercio di avviare una revisione antitrust delle pratiche di distribuzione della NFL con le piattaforme di streaming. In una lettera alle agenzie, Lee sostiene che il panorama mediatico moderno si è discostato significativamente dalle condizioni che originariamente giustificavano le esenzioni antitrust della lega.

L'argomento centrale: un'esperienza frammentata e costosa

Il punto centrale di Lee si concentra sul costo pratico e sulla confusione per gli spettatori. Egli nota che per guardare ogni partita della NFL durante la scorsa stagione, i tifosi avrebbero dovuto spendere quasi 1.000 dollari in vari abbonamenti via cavo e in streaming. Ciò richiede di mantenere simultaneamente una connessione internet ad alta velocità, un pacchetto tradizionale via cavo o satellitare e più abbonamenti a servizi di streaming.

"La conseguente frammentazione ha prodotto confusione per i consumatori e costi crescenti per gli spettatori che tentano di guardare le loro squadre", ha scritto Lee nella lettera.

Mettere in discussione una legge degli anni '60 in un mondo mediatico degli anni '20

L'indagine esaminerebbe se l'attuale modello di distribuzione della NFL sia in linea con lo Sports Broadcasting Act del 1961. Questa legge concesse alle squadre di football professionistico un'immunità antitrust limitata per concedere collettivamente in licenza le loro partite alle reti televisive nazionali. In modo cruciale, queste trasmissioni dovevano essere finanziate attraverso la pubblicità e rese disponibili gratuitamente al pubblico.

Lee sostiene che l'ambiente è cambiato fondamentalmente. "Invece di un piccolo numero di reti televisive gratuite, la NFL ora concede in licenza le partite simultaneamente a piattaforme di streaming a pagamento, reti via cavo premium e aziende tecnologiche che operano con modelli di business diversi", ha dichiarato.

Il senatore sostiene che collocare pacchetti di partite concesse collettivamente dietro paywall di abbonamento potrebbe non corrispondere più al concetto di "telecast sponsorizzato" o alla logica di accesso dei consumatori che sostiene l'esenzione antitrust. Ha chiesto alle agenzie di esaminare l'applicabilità della legge nell'attuale panorama mediatico.

Tempismo in un momento di grande incertezza sui diritti mediatici

Questa richiesta di scrutinio arriva in un momento cruciale per la strategia mediatica della NFL. La lega detiene una clausola di opt-out nei suoi attuali accordi sui diritti mediatici che può essere esercitata a partire dalla stagione 2029-30. Tuttavia, le trattative potrebbero potenzialmente riaprirsi già quest'anno.

Gli attuali partner mediatici della NFL rappresentano un elenco di colossi dell'intrattenimento: Disney/ESPN, Comcast/NBCUniversal, Paramount/CBS, Amazon e Fox. Mantiene inoltre accordi separati con YouTube per NFL Sunday Ticket e Netflix per le partite esclusive del Giorno di Natale.

Reazioni del settore: fiducia e cautela

Interrogato sul rapporto di Fox con la NFL all'inizio di questa settimana, l'amministratore delegato Lachlan Murdoch ha descritto la partnership di oltre 30 anni come "molto forte" e "reciprocamente vantaggiosa". Ha notato, tuttavia, che non ci sono state ancora conversazioni di rinnovo "materiali".

"Abbiamo ancora quattro anni sul nostro contratto prima che qualsiasi presunto opt-out possa avere effetto. Quindi ci sentiamo a nostro agio con la situazione attuale", ha detto Murdoch a una conferenza per investitori. Ha riconosciuto che qualsiasi costo incrementale per la programmazione della NFL alla fine si riverserebbe sui distributori e, infine, sui consumatori.

L'amministratore delegato di Paramount, David Ellison, ha fatto eco al sentimento di una partnership forte, definendo la NFL "uno dei nostri partner più importanti" e anticipando che il rapporto continuerà per il "futuro prevedibile". Pur declinando di commentare trattative specifiche, Ellison ha confermato che Paramount si è "preparata di conseguenza" per un potenziale aumento dei costi dei diritti della NFL fino al 50%.

L'integrazione tra ESPN e NFL Network

Aggiungendo un altro strato alla complessa rete di distribuzione, ESPN di Disney ha recentemente chiuso l'acquisizione di NFL Network, del canale lineare RedZone e di NFL Fantasy. In cambio, la lega ha ricevuto una partecipazione del 10% in ESPN, valutata approssimativamente a 3 miliardi di dollari.

Questo accordo, che valuta ESPN a circa 30 miliardi di dollari, vedrà NFL Network integrato nel servizio di streaming direct-to-consumer di ESPN a partire dalla stagione 2026. Anche la distribuzione di NFL RedZone ai fornitori di pay-TV inizierà nel 2026 e rimarrà parte di NFL+ Premium. NFL Fantasy sarà combinato con la piattaforma Fantasy di ESPN a partire dalla stessa stagione.

Durante una recente conferenza sugli utili, l'amministratore delegato uscente di Disney, Bob Iger, si è rifiutato di speculare su come questa partnership potrebbe influenzare il rapporto più ampio dell'azienda con la NFL o sulla possibilità di un rinnovo anticipato dell'accordo sui diritti mediatici di ESPN/ABC.

Interesse regolatorio più ampio

Il DOJ e la FTC non sono gli unici regolatori che stanno esaminando più da vicino. Anche la Commissione Federale per le Comunicazioni ha aperto una procedura per comprendere meglio il mercato sportivo e l'esperienza dei consumatori. La FCC è particolarmente interessata a come il passaggio dalla trasmissione televisiva allo streaming stia influenzando la capacità delle emittenti televisive locali di fornire notizie e altri programmi. I commenti pubblici sono dovuti entro il 27 marzo, con le risposte entro il 13 aprile.

L'esito di questa potenziale indagine potrebbe avere ripercussioni significative su come la NFL strutturerà il prossimo ciclo di accordi mediatici e, in definitiva, su come i tifosi accederanno e pagheranno per le partite nel prossimo decennio.