L’analisi balistica resta inconclusiva
Un’analisi condotta dal Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives, cioè l’ATF, non è riuscita a collegare in modo definitivo un frammento di proiettile recuperato durante l’autopsia di Charlie Kirk al fucile trovato vicino alla scena del suo omicidio. Lo indicano nuovi atti depositati in tribunale dai legali di Tyler Robinson, l’uomo accusato dell’uccisione.
Secondo gli avvocati, l’FBI sta ancora eseguendo ulteriori test. Il rapporto dell’ATF, che resta sotto riservatezza, viene descritto nei documenti pubblici come inconcludente.
La difesa chiede più tempo
La squadra difensiva di Robinson ha chiesto di rinviare l’udienza preliminare fissata per maggio. La loro richiesta si basa sulla necessità di avere tempo per esaminare sia l’analisi balistica sia una quantità enorme di altro materiale che, a loro dire, potrebbe essere utile per costruire la difesa.
In pratica, la difesa sostiene di non poter affrontare l’udienza con un dossier così vasto ancora da digerire. Una pretesa ragionevole, almeno sulla carta, in un caso che già di suo non è esattamente leggero.
Come funziona l’analisi dei frammenti
L’efficacia dell’analisi balistica dipende in larga parte dalle dimensioni e dallo stato di conservazione dei frammenti. Gli esperti cercano segni microscopici unici lasciati sulla pallottola mentre attraversa la canna dell’arma.
Queste tracce sono considerate simili a impronte digitali: ogni arma lascia segni diversi, almeno in teoria e quando il materiale disponibile è abbastanza buono da parlare. Se il frammento è troppo danneggiato o troppo piccolo, le conclusioni diventano molto meno nette.
Le accuse contro Robinson
I pubblici ministeri intendono chiedere la pena di morte per Robinson, 22 anni, accusato di omicidio aggravato per la sparatoria del 10 settembre nel campus della Utah Valley University, a Orem. Robinson non ha ancora presentato un patteggiamento o un’altra dichiarazione formale di colpevolezza o innocenza.
Secondo l’accusa, sul grilletto del fucile, sul bossolo sparato e su due cartucce non esplose sarebbe stato trovato DNA compatibile con quello di Robinson. La difesa fa però notare che alcune perizie indicano la presenza di DNA di più persone su certi reperti, elemento che, a loro dire, richiede un’analisi più complessa di quella proposta dall’accusa.
Il presunto movente e la prossima udienza
I procuratori hanno anche riferito che Robinson avrebbe scritto al suo partner romantico di aver preso di mira Kirk perché ne aveva «abbastanza del suo odio».
Robinson dovrà tornare in tribunale il 17 aprile per un’udienza sulla richiesta della difesa di vietare le telecamere in aula. Un altro passaggio tecnico, certo, ma in un processo del genere anche i dettagli procedurali finiscono per contare parecchio.