Attenzione: spoiler importanti per Peaky Blinders: The Immortal Man.
La premessa essenziale
Il film, scritto da Steven Knight e diretto da Tom Harper, riprende la storia di Tommy Shelby nel 1940, sei anni dopo la chiusura della serie madre. Tommy vive isolato in una villa di campagna, ossessionato dal senso di colpa e impegnato a scrivere le sue memorie. Nel frattempo suo figlio Duke Shelby, interpretato da Barry Keoghan, guida i Peaky Blinders con poca cautela.
Il nemico non è solo politico, è economico
Duke viene reclutato dalla Germania nazista per diffondere valuta falsa e appesantire l'economia britannica, una manovra che avrebbe dovuto aiutare il Reich nella Seconda guerra mondiale. Tommy, richiamato in causa, applica la sua mente strategica per ostacolare il piano, ma viene ferito. Nel finale, dopo lo scontro con un agente nazista, Tommy chiede a Duke di porre fine al suo dolore.
Fatto storico: Operation Bernhard
Knight ha preso spunto da un'operazione reale. I nazisti effettivamente produssero grandi quantità di sterline false, circa 350 milioni di sterline secondo i documenti, con l'obiettivo di destabilizzare l'economia britannica. La Banca d'Inghilterra ritirò la banconota da dieci sterline durante la guerra e poi ridisegnò la valuta nel dopoguerra perché si temeva che il mercato fosse già stato inquinato da quella valuta falsificata. Knight ha usato questo episodio come catalizzatore narrativo per riportare Tommy nella lotta contro il fascismo e per giustificare la sua azione finale.
Il caso Alfie Solomons: il colpo di scena che non è passato
Alfie Solomons, il ruolo amato di Tom Hardy, ha avuto storie memorabili con Tommy Shelby e molte scene che sono rimaste nell'immaginario collettivo. Knight ha ammesso di aver considerato un'idea audace per il film: far credere allo spettatore che Alfie fosse morto da tempo e che le sue apparizioni fossero solo nella mente di Tommy. L'idea, abbozzata e mai realizzata, nasceva dalla peculiarità delle scene tra Alfie e Tommy, che spesso sono state girate solo con i due in scena, senza altri testimoni.
Perché alcuni volti non tornano
Paul Anderson, l'interprete di Arthur Shelby, non è presente nel film. Knight spiega che la storia del film era già decisa e che per ragioni narrative la vicenda doveva rimanere concentrata su Tommy e Duke. Alcune parti del passato vengono comunque mostrate attraverso brevi flashback, spesso volutamente frammentati, perché il film non aveva lo spazio per ricostruire tutte le relazioni della serie in modo approfondito.
Il film pensato per il grande schermo
Knight e Murphy hanno voluto che il film rappresentasse l'ultimo capitolo di Tommy Shelby, e per questo è arrivato in sala per due settimane prima di sbarcare su Netflix. L'autore sottolinea l'importanza dell'esperienza collettiva in sala: vedere il pubblico commuoversi mentre saluta il personaggio è stato, per lui, il modo giusto per chiudere la storia.
Reazioni del pubblico
- Proiezioni e première hanno generato forti reazioni emotive.
- Knight voleva che i fan condividessero l'addio a Tommy nello stesso momento fisico.
Cosa succede dopo: una serie sequel nel 1953
Knight ha confermato che è in produzione una serie ambientata nel 1953, collegata al film. Alcuni personaggi presenti in The Immortal Man riappariranno nella nuova produzione, con Duke Shelby che avrà un ruolo particolare. Tuttavia Knight non può rivelare altro al momento.
Altri appunti di scrittura e carriera
Knight parla anche del suo modo di lavorare: preferisce iniziare a scrivere e procedere senza pianificare eccessivamente. Negli ultimi anni ha accettato progetti diversi, inclusi grandi franchise, perché gli interessa uscire dalla zona di comfort. Attualmente è coinvolto in progetti che vanno da format televisivi a film di grande respiro.
In sintesi, The Immortal Man chiude il cerchio di Tommy Shelby con una storia personale che si intreccia a eventi storici reali, mette in evidenza scelte creative difficili, e lascia aperta la porta a un futuro televisivo ambientato negli anni cinquanta.