Punti chiave
- La missione Nato in Iraq viene temporaneamente rimodellata e alcuni contingenti si ritirano per motivi di sicurezza.
- Il portavoce militare iraniano avverte che i centri turistici e ricreativi nel mondo non saranno più sicuri per i nemici.
- Donald Trump attacca gli alleati per la loro presunta reticenza a sostenere l'azione contro l'Iran e rivendica successi militari.
- Numerosi attacchi, intercettazioni e controrazzi in vari Paesi del Golfo e del Levante, con vittime e danni materiali.
IL PUNTO
La situazione in Medio Oriente resta tesa e confusa. La Nato ha annunciato che sta rimodellando il proprio dispiegamento in Iraq e che alcuni elementi della sua missione sono stati ritirati temporaneamente per garantire la sicurezza del personale. Baghdad parla di preoccupazione per l'area ma esclude dissidi con l'Alleanza.
Nel frattempo Teheran alza il tono: il portavoce delle forze armate iraniane ha dichiarato che i centri turistici e ricreativi di tutto il mondo non saranno più sicuri per i nemici, citando l'appello della Guida suprema Mojtaba Khamenei a creare insicurezza per gli oppositori sia interni che esterni.
Trump e gli alleati
Donald Trump ha attaccato gli alleati della Nato, accusandoli di non volersi impegnare per fermare un Iran che aspirerebbe al nucleare. Ha poi affermato di voler parlare con Teheran, ma ha detto che al momento non c'è nessuno con cui trattare. Il presidente ha anche lodato le forze armate statunitensi e rivendicato distruzioni navali inflitte all'Iran.
Rafforzamenti e mosse militari
Fonti riportano che il Pentagono sta inviando ulteriori navi e migliaia di marines in Medio Oriente. Parallelamente si registrano attacchi aerei e raid segnalati su più fronti: l'Idf ha comunicato attacchi su strutture nell'area di Nur, a est di Teheran, e autorità iraniane parlano di numerose navi mercantili in fiamme nel porto di Bandar Lengeh dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele.
Golfo e paesi limitrofi
- Emirati Arabi Uniti: intercettati missili balistici e decine di droni, con numeri complessivi di intercettazioni molto elevati dall'inizio delle ostilità; il bilancio ufficiale parla di vittime e centinaia di feriti.
- Kuwait: incendio in una raffineria dopo attacchi di droni, con chiusure di alcune unità.
- Emirati e Kuwait hanno dichiarato di aver risposto a raid missilistici; allerta anche in Arabia Saudita e Bahrein.
Reazioni politiche internazionali
Il ministro degli Esteri italiano ha sottolineato la necessità di iniziative multilaterali per la sicurezza dello Stretto di Hormuz una volta che la situazione si sarà stabilizzata. La Cina, secondo fonti di settore, avrebbe limitato esportazioni di carburante per aerei, diesel e fertilizzanti per tutelare il mercato interno e le riserve strategiche.
Messaggi e minacce dalla guida iraniana
La Guida suprema Mojtaba Khamenei ha diffuso un messaggio per il Capodanno iraniano in cui afferma che il nemico sarebbe stato sconfitto grazie all'unità nazionale. In contesti separati, Khamenei ha invitato i servizi di intelligence a creare insicurezza per i nemici e sicurezza per i cittadini iraniani.
Altre notizie rilevanti
- Allerta a Tel Aviv, Gerusalemme e nel nord di Israele per sirene e possibili attacchi dall'Iran.
- Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato la morte di un loro portavoce a seguito degli attacchi statunitensi e israeliani.
- Sono state segnalate esplosioni in diverse città iraniane durante la notte, tra cui Bandar Lengeh e Isfahan.
- I media riportano l'esecuzione in Iran di tre persone, tra cui un atleta di 19 anni, condannate per reati connessi alle proteste antigovernative.
- Il presidente turco ha pronunciato dure parole contro Israele, mentre il governo turco esprime preoccupazione per la situazione regionale.
- Lo Sri Lanka avrebbe rifiutato una richiesta statunitense di stazionare due aerei da guerra sull'isola.
- Le autorità degli Emirati hanno arrestato presunti membri di una rete collegata a Hezbollah e all'Iran, secondo comunicati ufficiali.
In sintesi: la crisi rimane fluida e multilaterale. Movimenti militari, dichiarazioni aggressive e contromosse difensive si susseguono a ritmo serrato. La Nato limita temporaneamente la propria presenza in Iraq per proteggere il personale, mentre Teheran estende il conflitto anche sul piano delle minacce alla mobilità civile e turistica globale.
Seguiranno aggiornamenti man mano che emergeranno nuove informazioni.