Peaky Blinders va al cinema, ma non come te lo aspetti
Dopo sei stagioni in TV, la banda di Shelby fa il grande salto con Peaky Blinders: The Immortal Man. Il film, ora in programmazione in alcune sale e in arrivo su Netflix dal 20 marzo, è ambientato circa sei anni dopo gli eventi della sesta stagione e nasce come una conclusione cinematografica alla storia di Tommy Shelby.
Più soldi, più tempo, più polvere reale
Il regista Tom Harper, che aveva diretto alcuni episodi della prima stagione, spiega che il film è stato pensato in modo piu cinematografico. Tradotto: più tempo e più risorse per alzare il livello della produzione. La scelta di girare on location piuttosto che rifare tutto in studio o con effetti digitali è stata determinante. Liverpool, Manchester, Birmingham, Stoke, Leeds e Bradford sono solo alcune delle città attraversate dalle riprese, e Harper sostiene che poter stare realmente in quei posti cambia tono e atmosfera dello spettacolo.
Trama senza spoiler inutili
L'azione si svolge sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale. Tommy Shelby, interpretato da Cillian Murphy, è in missione per salvare suo figlio Duke, ruolo affidato a Barry Keoghan. Il ragazzo è finito invischiato in un complotto nazista che punta a mandare in crisi l'economia britannica. Qui la leggerezza si ferma un attimo: la guerra è materiale serio, perciol meglio evitarne la satira facile e lasciare spazio alla tensione drammatica del racconto.
Un progetto che covava da tempo
La nazionalpopolare idea di portare Peaky Blinders al cinema non è nata ieri. Harper racconta che il creatore della serie gli aveva proposto il film già nel 2014, in un momento di celebrazione. Harper ha risposto di si - e poi ha aspettato circa 13 anni prima che le cose davvero partissero. Se pensi che anche la produzione cinematografica abbia i suoi tempi da procrastinazione creativa, non sei solo.
Tommy, Cillian e la crescita degli attori
Nel frattempo Cillian Murphy ha avuto una carriera in continua salita, coronata con un Oscar come miglior attore per Oppenheimer. Harper nota che ritrovare Cillian dopo tutti quegli anni è stato vedere lo stesso attore, ma piu potente e consapevole. La presenza scenica è aumentata, la performance ha più chiarezza e forza emotiva rispetto a prima.
Conclusione naturale o film che si regge da solo?
- Secondo Murphy, The Immortal Man rappresenta una conclusione naturale per il lungo arco narrativo di Tommy Shelby.
- Alcuni interpreti nuovi del franchise hanno invece sottolineato che il film funziona anche come storia autonoma, godibile anche da chi non ha visto la serie.
In sintesi: se sei fan della serie, troverai una chiusura pensata per lo schermo grande; se sei un curioso che arriva a bordo all ultimo minuto, il film promette di essere comprensibile anche senza il bagaglio completo delle stagioni. Ora puoi decidere se vederlo in sala per la resa visiva o aspettare il 20 marzo su Netflix.
Nota finale - Sì, Tommy torna. No, non è una replica della serie. E sì, girare per le strade vere ha fatto la differenza.