Un Pride ufficiale, ma nato dal basso
World of Warcraft sta per ricevere il suo primo evento Pride ufficiale, e la parte più interessante è che non arriva dal nulla. Secondo quanto riportato da WoWHead, Blizzard ha preso ispirazione da un evento creato e gestito dalla community: il Running of the Trolls.
L’iniziativa va avanti da 12 anni sul server statunitense Feathermoon, sotto l’ombrello del gruppo WarcraftCares. Il formato è semplice, quasi disarmante nella sua efficacia: i giocatori creano un troll e si mettono in marcia, tradizionalmente verso Silvermoon.
L’evento ha anche uno scopo benefico preciso: raccoglie fondi per The Trevor Project, organizzazione che offre servizi di assistenza per giovani LGBT, oltre a portare avanti attività di ricerca, advocacy e formazione. Insomma, un caso raro in cui un gesto simbolico non si limita a fare scena.
La mappa cambia, la tradizione no
C’è però un piccolo dettaglio logistico da sistemare. Con Silvermoon rifatta per Midnight, il gruppo dovrà scegliere una nuova destinazione per l’edizione di quest’anno. Arrivarci nella versione di The Burning Crusade è ancora possibile, ma richiederebbe una trafila abbastanza scomoda da trasformare un evento comunitario in una complicazione da manuale.
Per chi non potrà partecipare a Feathermoon, Blizzard starebbe preparando un’alternativa: Darkspear Dash.
L’evento è previsto dal 27 al 29 giugno e vedrà i giocatori unirsi ai troll Darkspear mentre celebrano individualità e identità.
Cosa potrebbe ottenere chi partecipa
Le informazioni arrivano da datamining condivisi da WoWHead e indicano che, durante una versione speciale della corsa, i giocatori potrebbero sbloccare:
- una tabard
- un giocattolo arcobaleno
Al momento, però, i dettagli restano vaghi. Siamo ancora a qualche mese di distanza, quindi Blizzard ha tutto il tempo per chiarire le ricompense e, possibilmente, evitare che la situazione resti nel classico limbo del "ne sapremo di più più avanti".
Un segnale che vale più del solito comunicato
Al di là delle ricompense, è un bel gesto da parte di Blizzard. Soprattutto in un periodo in cui altri MMO, per usare un tono molto tecnico, hanno mostrato meno entusiasmo nel tenere vivi gli eventi Pride.
E c’è anche un motivo più semplice per apprezzarlo: gli MMO esistono grazie alle loro comunità. Quando un evento nato dai giocatori viene integrato nel gioco come celebrazione ufficiale, il risultato è qualcosa che sembra davvero meritato, non solo aggiunto per calendario.