Una mattina di marzo fredda e nevosa in un hotel non meglio identificato del Mid-Atlantic: partecipanti trafelati, militari in uniforme, manager in giacca e una montagna di coperte distribuite da Palantir. La scena non era prevista dal meteo, ma lo spirito della conferenza compensava il disagio. Per questa platea selezionata, Palantir stava mantenendo le promesse e l'entusiasmo era palpabile.

Un'azienda con due facce: difesa e commercio

Fondata nel 2003 da Peter Thiel e da Alex Karp, Palantir è oggi strettamente collegata alla trasformazione basata su IA nel mondo della difesa. Allo stesso tempo, però, il suo maggiore balzo di crescita recente arriva dal settore commerciale: il ramo business cresce a tassi molto alti, mentre il segmento governativo continua a espandersi, ma più lentamente secondo i dirigenti presenti.

Shyam Sankar, il CTO, ha sottolineato che modelli generativi e grandi modelli linguistici hanno cambiato il ritmo di sviluppo dell'azienda. Nei primi anni Palantir inviava «ingegneri schierati in prima linea» per integrare il software nelle operazioni dei clienti. Con l'arrivo dei modelli di linguaggio, quei tempi sono stati accelerati: gli strumenti hanno guadagnato potenza e gli ingegneri hanno potuto concentrarsi sull'aiutare i clienti a costruire soluzioni su misura.

Un paragone esplicito

«La nostra tesi è che costruiamo tute da Iron Man per la cognizione», ha detto Sankar, spiegando che il limite era il numero di persone e la creatività delle domande. L'introduzione dei modelli generativi ha rimosso quel limite e ha cambiato il tasso di crescita dell'azienda.

La conferenza: chi parla e chi applaude

Il programma mattutino includeva un viceammiraglio della Marina USA, il responsabile del progetto Maven, e manager di grandi gruppi industriali. La lista dei relatori riflette la traiettoria dell'azienda, che oggi lavora tanto con difesa quanto con clienti commerciali.

Tra i casi concreti c'era una PMI del settore moda, Mixology Clothing, con 450 dipendenti. Il CEO Jordan Edwards ha raccontato di aver trovato Palantir tramite un annuncio su Instagram e di aver visto risultati tangibili: il software aiuta nelle decisioni di acquisto e invia email per negoziare prezzi. Per una linea di prodotti il sistema, secondo Edwards, ha cambiato i margini passando da una perdita di 9 dollari per unità a un guadagno di 9 dollari.

Radici nella difesa e orgoglio militare

Nonostante la crescita commerciale, l'anima di Palantir resta radicata nella difesa. In passato l'azienda ha lottato per entrare nel circuito dei contratti governativi, arrivando perfino a citare in giudizio l'esercito per essere presa in considerazione. Quell'esperienza, affermano i dirigenti, ha imposto rigore e orientamento ai risultati che oggi contraddistinguono anche l'offerta commerciale.

Un capitolo del libro di Sankar, intitolato Mobilize: How to Reboot the American Industrial Base and Stop World War III, si intitola «The Factory Is the Weapon» e riassume l'idea che l'industria americana dovrebbe fare di più per la difesa nazionale.

Le parole di Alex Karp

Il CEO Alex Karp ha aperto la conferenza sottolineando come il lavoro per la difesa definisca l'azienda, soprattutto ora che gli Stati Uniti sono in guerra. Con un tono che mescolava serietà e autoironia (ha scherzato sulla giacca per convincere la famiglia che ha un lavoro), ha detto che l'obiettivo principale oggi è supportare le truppe. «A Palantir siamo nati per dare ai nostri combattenti un vantaggio sleale», ha affermato, aggiungendo che il suo orgoglio è nel contribuire a riportare a casa gli americani sani e salvi.

Karp ha anche precisato che nella cultura aziendale qualsiasi posizione politica è ammessa con una eccezione: chi non è disposto a supportare i combattenti in battaglia ha scelto la compagnia sbagliata. Le sue parole sono state accolte con applausi.

Controversie e posizioni etiche

Un episodio recente ha messo in luce la tensione tra pragmatismo operativo e questioni etiche. Dopo un attacco che ha colpito una scuola femminile in Iran, con un bilancio di molte vittime civili in fase di accertamento, Palantir ha dichiarato che non commenterà se i suoi strumenti siano stati coinvolti. Le indagini sono in corso.

Allo stesso tempo, Palantir si è distinta per la sua scarsa simpatia verso aziende che cercano di imporre limiti d'uso all'IA in ambito bellico. L'azienda preferisce che la tecnologia venga usata per dare un vantaggio operativo, e i suoi leader esprimono poca fiducia nelle argomentazioni che puntano a limitare l'uso militare dell'IA.

Sankar è stato netto anche su altri fronti: secondo lui alcuni leader di società di IA non comprendono davvero ciò che hanno creato e tentano di riempire vuoti personali con ambizioni grandiose. In pubblico ha usato parole dure per criticare scenari estremamente ottimistici sull'AGI.

Relazioni con clienti controversi

Quando gli si chiede perché Palantir continui a lavorare con agenzie governative controverse, come ICE dopo episodi di violenza durante operazioni, Sankar risponde che le singole vicende sono tragiche, ma che il giudizio finale passa attraverso il voto e i tribunali. La domanda che pone è semplice: credi nel sistema o no?

Conclusione

La conferenza si è chiusa con la neve ancora a cadere e con un messaggio chiaro: Palantir non vuole partecipare al dibattito pubblico su se l'IA debba o non debba essere usata in guerra. L'azienda dedica tutte le sue energie a costruire strumenti per vincere conflitti e considera la discussione etica un ostacolo secondario. Fuori dalla bolla della conferenza, però, il dibattito su come usare l'intelligenza artificiale è acceso e non si vede un accordo facile.

Per Palantir, come è stato ribadito più volte durante i talk, l'obiettivo è semplice e dichiarato: sviluppare tecnologie che diano un vantaggio operativo ai propri clienti. Questo approccio piace a molti dentro e fuori la sala, e lascia perplessi altri. La discussione, evidentemente, continua.