Ho parlato con Pawel del ruolo che Cesar Chavez ha avuto nella storia della California e di che cosa resta del movimento che guidò. L'intervista è stata ridotta e leggermente modificata per chiarezza.
Un gigante californiano, ma con ombre
Pawel dice che Chavez è ormai parte integrante della storia politica californiana e della classe politica latina. All'inizio ebbe uno scontro con il movimento Chicano, che gli sembrava troppo radicale, ma negli anni Novanta la sua figura diventa un vero simbolo, soprattutto nelle città. Quando si entra nel periodo di Prop 187 e delle mobilitazioni degli anni Novanta, molti studenti si ispirarono ai suoi digiuni e alle sue azioni.
Perché rimane così singolare?
Secondo Pawel, Chavez era una persona straordinaria, per aspetti positivi e negativi. La biografia è stata scritta proprio perché nessuno prima se ne era occupato in modo organico, nonostante il materiale esistente. Molti storici sapevano che la storia era più complessa della versione agiografica circolata per anni, e perciò avevano esitato.
- Il merito: Chavez ha dato speranza a generazioni di braccianti, organizzando scioperi, digiuni e marce.
- Il limite: la sua forza personale come esempio ha reso più difficile riconoscere e raccontare gli aspetti controversi del movimento.
Pawel sottolinea che non sono emersi molti altri leader con la stessa caratura. Ci sono stati politici latini importanti in California dopo di lui, ma pochi con lo stesso impatto simbolico, e Dolores Huerta rimane una icona vivente.
Figura locale o nazionale?
Chavez è soprattutto una figura californiana. Pawel ricorda un episodio curioso: quando il film su Chavez diretto da Diego Luna è stato presentato, Luna, in Texas, ha chiesto a passanti se conoscessero l'uomo a cui era dedicata la strada. Molti non sapevano. Fuori dalla California, dall'Arizona e dal Texas, l'idea di chi fosse Chavez è spesso vaga.
Perché la biografia non arrivava?
La risposta è in parte semplice: la famiglia e i sostenitori hanno protetto a lungo l'immagine di Chavez. Molti che conoscevano i dettagli sapevano che la storia era complicata e preferivano non metterla completamente in luce. Negli ultimi venti anni, grazie anche al lavoro di storici e giornalisti, c stata una riesamina del suo lascito.
Cosa è emerso di sgradevole?
Pawel racconta che ci furono episodi gravi che rimasero taciuti a lungo per la logica del movimento, che era insieme forza e limite. Tra i casi citati:
- L'espulsione brutale del leader filippino Philip Vera Cruz, accusato di essere una spia comunista.
- Comportamenti violenti messi in atto da gruppi collegati ad alcuni dirigenti, incluso l'uso di una cosiddetta "wet line" al confine che picchiava persone.
- Perizie false in tribunale da parte di Chavez per licenziare leader interni che lo mettevano in discussione.
Molte di queste cose furono taciute perché i volontari e i membri credevano profondamente nella causa. Quando Pawel si avvicinò alle storie personali, scoprì persone che erano state silenziate, espulse o licenziate, ma che spesso continuavano a sostenere il valore del movimento e a dire che rifarebbero le stesse scelte.
Il movimento è più grande di un uomo?
Pawel osserva che il messaggio "il movimento è più grande di un uomo" avrebbe dovuto essere applicato prima. All'inizio l'Unione era vista come "il sindacato di Cesar Chavez". Nel tempo, i lavoratori nei campi smettono di conoscere la figura personale e il movimento dovrebbe essere in grado di sopravvivere ai suoi fondatori. Chavez, come molti fondatori, ebbe difficoltà a lasciar andare il controllo, e questo ha contribuito ai problemi interni.
Rimuovere o rinominare monumenti e feste?
Quando si propone di togliere il nome di Chavez da luoghi pubblici e sostituirlo con quello di Dolores Huerta, Pawel dice che si rischia di cadere nella stessa logica di attenzione su singole persone. Se l'obiettivo è parlare del lavoro dei braccianti, potrebbe avere più senso riconoscere più leader o dedicare luoghi a un gruppo di figure che rappresentino il movimento nel suo insieme.
Alla fine della nostra conversazione, alcune autorità californiane hanno iniziato a discutere di cambiare il nome della festa a lui dedicata in "Farmworkers Day".
In sintesi, Pawel vede Chavez come una figura fondamentale ma complessa: la sua energia e il suo esempio hanno creato un movimento reale e duraturo, mentre lo stesso meccanismo che ha costruito quell'energia ha anche permesso che certi abusi rimanessero nascosti per troppo tempo.