Kaplan, Rust e la passione per i survival
Jeff Kaplan non ha mai nascosto di avere un debole per i giochi di sopravvivenza. Nell’intervista con noclip_2, l’ex lead di Overwatch ha spiegato di aver trascorso più di 5.000 ore su Rust, che definisce senza troppi giri di parole il suo gioco preferito del genere.
Per Kaplan, Rust rappresenta quasi il punto più alto del PvP. Secondo lui, chi ha passato molto tempo sul gioco sa bene di cosa sta parlando: è, nelle sue parole, una specie di “battle royale di un mese intero”. Un complimento elegante, se si considera che il resto del panorama competitivo di solito preferisce non essere descritto come una maratona di stress organizzato.
The Legend of California non vuole essere Rust
Il punto, però, è che il nuovo progetto di Kaplan, The Legend of California, non sembra voler copiare quella formula. Il gioco prende ispirazione dal suo amore per il survival, ma non punta sul PvP brutale che ha reso celebre Rust.
Kaplan ha già chiarito in precedenza che il suo nuovo titolo guarda più a giochi come Valheim e Subnautica, soprattutto per quanto riguarda un approccio più tranquillo alla costruzione delle basi e alla sopravvivenza. Detto questo, non esclude del tutto un taglio più duro: ha infatti spiegato che meccaniche “alla Rust” potrebbero arrivare come opzione per i server che le vorranno. Insomma, il caos resta possibile, solo non obbligatorio.
L’influenza di World of Warcraft
Se Rust è il suo riferimento personale nel survival, la vera impronta sul progetto potrebbe arrivare da un altro capitolo della sua carriera: World of Warcraft.
Kaplan ha detto che parte della sua ispirazione nasce proprio dal desiderio di tornare a lavorare su un grande gioco multiplayer open world, e dalla domanda che gli interessa davvero: cosa succede quando persone di ogni tipo condividono lo stesso spazio virtuale?
È una direzione più ampia e sociale rispetto al puro scontro tra giocatori. E, a giudicare dalle sue parole, è anche quella che conta di più per The Legend of California, che dovrebbe arrivare in accesso anticipato entro la fine dell’anno.
Nel frattempo, Kaplan continua a sostenere anche un’altra tesi piuttosto ambiziosa: di recente ha definito The Legend of Zelda: Breath of the Wild il miglior videogioco mai realizzato. Evidentemente non gli bastava scegliere un solo favorito, così ha alzato la posta.