Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha fatto il punto sulla minaccia proveniente dall'Iran, spiegando che al momento non si prevedono attacchi diretti contro l'Italia. Il rischio reale, ha detto, riguarda invece il terrorismo.
Cellule «dormienti» e pericolo globale
"Attacchi diretti all'Italia da parte dell'Iran non sono in questo momento presi in considerazione. Il tema è invece il terrorismo." Così Crosetto a Rtl 102.5, sottolineando che esistono cellule dormienti legate all'Iran sparse nel mondo.
Secondo il ministro, queste cellule sono "calcolate in centinaia". Sono persone che possono essere attivate in qualsiasi momento per compiere atti terroristici. Crosetto ha aggiunto che molte di queste realtà sono rimaste inattive per anni e sono distribuite in varie regioni del pianeta.
"Questo è un problema più grosso", ha osservato, indicando che il rischio principale non è l'azione diretta di uno Stato, ma la presenza di reti nascoste e pronte all'uso.
Un'altra battuta sulla giustizia
In un intervento successivo a Agorà su Rai Tre, condotto da Roberto Inciocchi, Crosetto ha parlato anche del referendum giudiziario. Sul tema ha detto: "Io ritengo che questo referendum renda molto più forte il singolo magistrato, lo renda più libero."
Cosa resta da osservare
- La distinzione fatta dal ministro tra minaccia statale diretta e rischio terroristico organizzato.
- La stima di "centinaia" di cellule dormienti come elemento di preoccupazione per la sicurezza internazionale.
- Le dichiarazioni sul referendum che riguardano l'autonomia dei magistrati.
In sintesi, Crosetto ha richiamato l'attenzione su un pericolo meno visibile ma considerato più rilevante dalle autorità: reti clandestine che possono essere riattivate sul territorio internazionale. La questione resta sotto osservazione da parte degli organi di sicurezza.