Un rapporto di Lloyd's List segnala che l'Iran sta preparando un nuovo sistema di controllo e registrazione per le navi che vogliono attraversare lo Stretto di Hormuz, con una procedura di approvazione gestita dai Guardiani della Rivoluzione.

Cosa prevede il nuovo sistema

Secondo la ricostruzione, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica sta mettendo a punto una piattaforma di verifica e registrazione. Per poter utilizzare il cosiddetto corridoio pre-approvato, le navi dovranno fornire informazioni dettagliate in anticipo su:

  • proprietà dell'unità,
  • destinazione del carico,
  • dati di navigazione richiesti.

Queste informazioni sarebbero trasmesse tramite intermediari affiliati all'Iran che operano al di fuori del Paese.

Paesi coinvolti

Lloyd's List riporta che India, Pakistan, Iraq, Malesia e Cina sono tra i governi che stanno dialogando direttamente con Teheran per ottenere autorizzazioni di transito attraverso acque territoriali iraniane.

Cosa è successo finora

Finora le autorizzazioni erano state rilasciate caso per caso. Negli ultimi giorni è emerso un corridoio indicato come "sicuro" attraverso acque territoriali iraniane e almeno nove navi sono riuscite a passarvi.

Alcuni dati marittimi mostrano che un piccolo numero di navi, per lo più battenti bandiera pakistana, indiana o cinese, ha transitato dallo Stretto dall'inizio del blocco. In diversi casi gli equipaggi hanno spento il sistema di identificazione automatica o hanno presentato credenziali cinesi alle autorità iraniane per ottenere il permesso.

Impatto sul traffico e sui mercati

Il traffico nello Stretto di Hormuz è sceso drasticamente. Secondo il rapporto, il passaggio di navi è diminuito del 95 percento da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato un conflitto contro l'Iran tre settimane fa. Questo ha forti ripercussioni sui mercati energetici, visto che circa un quinto del petrolio mondiale transita attraverso quello stretto collegamento tra il Golfo e il Mare di Oman.

Pagamenti e rischi

La fonte di settore citata da Lloyd's List afferma che almeno una petroliera avrebbe pagato 2 milioni di dollari per il diritto di transito. Non è chiaro se anche altri vettori abbiano versato somme analoghe.

Cosa dicono gli esperti

Alex Mills, esperto di diritto marittimo e commercio internazionale, ha dichiarato ad Al Jazeera che la proposta iraniana può rappresentare una soluzione a breve termine per alcune nazioni, ma presenta problemi significativi. In particolare Mills indica che:

  • la richiesta di dichiarare destinazioni e chiamate in porti iraniani contrasta con la pratica diffusa di "andare in modalità silenziosa" in quelle acque, aumentando i rischi di sicurezza;
  • esistono incertezze su assicurazioni, sicurezza operativa e regimi di sanzioni che potrebbero impedire il ritorno economico dell'operazione;
  • le catene logistiche marittime sono pianificate con mesi di anticipo, quindi anche in caso di apertura i cambi di rotta non sono immediati.

In sostanza, anche se alcune compagnie fossero disposte a correre il rischio, gli assicuratori potrebbero rifiutare di coprire le operazioni, creando un disincentivo economico forte.

Conclusione

Il nuovo sistema di verifica voluto dall'Iran prova a trasformare il blocco totale in una forma di controllo selettivo. Potrebbe permettere ad alcune navi di transitare, ma resta da vedere se i problemi assicurativi, le sanzioni e il rischio operativo renderanno questa soluzione praticabile su larga scala.