Controller accessibile per PlayStation

Sony Access Controller

Il controller Access di Sony, compatto e dalla forma quasi da tartaruga, è una delle aggiunte più interessanti al gaming accessibile. Il kit è pensato per essere molto personalizzabile: offre pulsanti intercambiabili, lunghezza dello stick regolabile, cappucci sostituibili e porte di espansione su quattro ingressi da 3,5 mm, così da poter aggiungere accessori compatibili.

Può essere usato appoggiato su un tavolo o su un vassoio, tenuto in grembo oppure fissato a un supporto con standard AMPS. Su PS5 permette di creare fino a 30 profili di controllo personalizzati, con tre memorizzabili direttamente sul controller, e c’è anche un tasto dedicato per passare da un profilo all’altro. Meno brillante la dotazione sul fronte funzioni extra: niente supporto per Remote Play, niente touchpad e niente feedback aptico. Per il resto, però, il giudizio è stato positivo, con una recensione che ne ha sottolineato l’ingegno nel rendere di nuovo possibile giocare a chi aveva incontrato difficoltà con i controller tradizionali.

  • Sistemi supportati: PlayStation 5
  • Connessione: Bluetooth
  • Stick: altri

Altri controller da prendere in considerazione

I controller in giro sono parecchi, ma non tutti meritano davvero attenzione. Quelli qui sotto sono tra i modelli testati di recente che vale la pena tenere d’occhio.

  • Nacon Revolution 5 Pro: un controller PS5 molto personalizzabile, con stick e grilletti Hall Effect, paddles posteriori programmabili e un D-pad eccellente. Si possono regolare peso, lunghezza degli stick, impugnature e persino la sensibilità dei grilletti. La batteria dura circa 10 ore e si può collegare l’auricolare via Bluetooth oppure con cavo. Il problema è il prezzo, alto, e l’assenza del feedback aptico e dei grilletti adattivi che rendono i DualSense di Sony così convincenti.

  • Logitech G Pro Racing Wheel: accessorio da corsa molto apprezzato, pensato per chi vuole trasformare la guida virtuale in qualcosa di più fisico. Il force feedback e le vibrazioni aiutano a percepire meglio le superfici, mentre i paddle del cambio usano sensori Hall Effect. C’è anche un display OLED per modificare le impostazioni senza aprire l’app. Insomma, ottimo per chi ha tasche abbondanti e un’ossessione sana per le corse.

  • Nacon Revolution X Pro: controller cablato per Xbox e PC con cavo USB-C intrecciato, lungo circa 3 metri. Offre un livello di personalizzazione notevole, con stick intercambiabili, tasti posteriori programmabili e pesi aggiuntivi per adattare la sensazione in mano. Il pulsante Profile consente di passare tra quattro preset, uno switch cambia configurazione e c’è anche il jack audio da 3,5 mm. Si regola tutto nell’app Revolution X, non proprio famosa per la sua affidabilità. Funziona bene, ma l’impugnatura sembra un po’ economica e i grilletti posteriori sono scomodi. A prezzo pieno costa troppo per essere un controller con cavo, anche se gli sconti arrivano spesso.

  • GameSir Cyclone 2: sorprendente per quanto offre in rapporto al prezzo. Ha un layout ispirato ai controller Xbox, ma aggiunge due paddle posteriori personalizzabili e trigger rapidi con un selettore fisico interno per passare tra corsa corta e lunga. Include anche una lunga serie di scorciatoie per modificare al volo vibrazione, disposizione dei tasti e zone morte degli stick. Per molti giocatori, il più recente e migliorato G7 Pro giustificherà comunque la differenza di 25 dollari.

  • 8BitDo Ultimate: controller molto ricco di funzioni e venduto a un prezzo ragionevole. A prima vista ricorda un pad Xbox, ma include cinque pulsanti centrali frontali e due paddle posteriori. Le opzioni di personalizzazione non mancano: con il software 8BitDo si possono rimappare i tasti, regolare sensibilità di stick e grilletti, assegnare macro e modulare l’intensità della vibrazione. Esiste anche una versione aggiornata, che verrà integrata non appena sarà possibile provarla.

Accessori per la ricarica

I controller wireless sono comodi, ma poi bisogna anche ricordarsi di ricaricarli. Se i cavi vi irritano quanto la batteria scarica a metà sessione, una base di ricarica è la soluzione più pratica. Dopo varie prove, ecco quelle che hanno convinto di più.

La stazione di ricarica ufficiale Sony è la scelta migliore per i controller DualSense. È compatta, ricarica due pad contemporaneamente e libera le porte della PS5. Inserire i controller è semplice e il click conferma che l’aggancio è avvenuto correttamente.

La base pensata per i controller wireless Xbox Series X|S o Xbox One arriva con batterie ricaricabili e sportelli di ricambio. La plastica sagomata rende facile l’alloggiamento dei pad e il tocco sulla parte superiore consente di cambiare l’illuminazione. L’unico vero difetto è l’ingombro.

Questa base di ricarica può alimentare un controller Switch Pro e due Joy-Con. È facile da usare, anche se per il controller Pro bisogna inserire un dongle USB. Una soluzione ancora più compatta sarebbe la dock di Power-A, ma al momento non è disponibile. Se serve solo caricare i Joy-Con, il modello HyperX Chargeplay Quad resta una buona alternativa.