Infantino prova a chiudere la discussione: l’Iran ci sarà
L’Iran sarà ai Mondiali e giocherà le sue partite della fase a gironi negli Stati Uniti, come previsto. A dirlo è stato il presidente della FIFA, Gianni Infantino, martedì, nel bel mezzo della partita amichevole dell’Iran contro la Costa Rica in Turchia. Presenza non annunciata, tanto per non perdere il gusto della sorpresa istituzionale.
“Iran will be at the World Cup”, ha detto Infantino all’AFP a metà gara. “Siamo qui per questo. Siamo felici perché sono una squadra molto, molto forte”.
Infantino ha aggiunto di aver visto la squadra e parlato con giocatori e allenatore, insistendo sul fatto che “tutto va bene”. Ha poi ribadito che le partite iraniane si giocheranno “dove devono essere giocate, secondo il sorteggio”.
Il quadro del torneo resta invariato
La Coppa del Mondo, ospitata da Stati Uniti, Messico e Canada, inizierà l’11 giugno. L’Iran è inserito nel Gruppo G e ha già in calendario:
- 15 giugno contro la Nuova Zelanda a Los Angeles
- 21 giugno contro il Belgio a Los Angeles
- 27 giugno contro l’Egitto a Seattle
La partecipazione iraniana era finita sotto osservazione a causa della guerra in Medio Oriente con Stati Uniti e Israele, scoppiata il 28 febbraio. Nei giorni scorsi, la federazione calcistica iraniana aveva detto di stare “negoziando” con la FIFA per spostare le partite del Paese dai campi statunitensi al Messico.
Anche la presidente messicana Claudia Sheinbaum aveva fatto sapere che il suo Paese era pronto a ospitare, se necessario, le partite del primo turno dell’Iran.
Trump, garanzie e dietrofront
Infantino aveva inizialmente detto che il presidente statunitense Donald Trump aveva dato assicurazioni sul fatto che la Nazionale iraniana sarebbe stata comunque la benvenuta. Poi Trump ha cambiato registro, affermando che la squadra iraniana non dovrebbe viaggiare per il torneo “per la propria vita e sicurezza”.
L’Iran ha reagito sostenendo che “nessuno può escludere la Nazionale iraniana dal Mondiale”. Una posizione netta, che sorprende solo in parte: quando in ballo ci sono sport e politica, la confusione tende a presentarsi puntuale.
Il 19 marzo Infantino aveva già detto che la FIFA era impegnata a far sì che il Mondiale si disputi “secondo i piani” e con “tutte le squadre” presenti. Parlando da Zurigo durante una riunione online del Consiglio FIFA, aveva aggiunto che l’organizzazione guarda a un torneo giocato “in uno spirito di fair play e rispetto reciproco”.
Ha anche precisato che la FIFA non può risolvere i conflitti geopolitici, ma può usare il calcio e la Coppa del Mondo per “costruire ponti e promuovere la pace”, mentre i pensieri restano rivolti a chi soffre a causa delle guerre in corso.
Le amichevoli e il ricordo delle vittime
L’Iran ha disputato anche un’amichevole contro la Nigeria venerdì scorso nella località turca di Belek. In quell’occasione i giocatori hanno indossato fasce nere al braccio e hanno posato con zaini scolastici mentre veniva eseguito l’inno nazionale, per ricordare le vittime di un attacco a una scuola primaria in Iran nel primo giorno della guerra in Medio Oriente.
Secondo il resoconto, il raid aereo sulla scuola nella città meridionale di Minab, il 28 febbraio, ha ucciso almeno 170 persone, tra cui studenti e insegnanti. Il New York Times ha riferito che i risultati preliminari di un’indagine militare statunitense indicano che un missile da crociera Tomahawk americano ha colpito la scuola per un errore di puntamento.