La Uefa sta esplorando l'idea di offrire le partite di Champions League direttamente ai tifosi attraverso un servizio di streaming proprietario. Non è uno scoop definitivo, ma i piani sono in fase di valutazione e potrebbero prendere forma nel prossimo ciclo dei diritti televisivi.
Cosa prevede l'idea
Il progetto, gestito dalla joint venture UC3 nata tra Uefa e le European Football Clubs (EFC), prevede una piattaforma dedicata per trasmettere le gare. I dettagli sono ancora da definire: non si sa se il servizio sarà gratuito o a pagamento, né come verrà lanciato a livello globale.
Dove potrebbero iniziare i test
- Mercati asiatici: Paesi come Indonesia o India sono considerati candidati interessanti per una sperimentazione.
- Ciclo 2027-2031: L'idea ideale sarebbe introdurre la novità per questo periodo dei diritti, che in molte aree dell'Asia non è ancora stato assegnato.
La Uefa spera che una piattaforma diretta possa valorizzare mercati ritenuti oggi sottoperformanti. Sì, un'altra app in arrivo, ma con l'obiettivo di raggiungere più tifosi e recuperare valore commerciale.
Perché ora
La mossa arriva dopo l'accordo che ha posto fine al progetto della Super League. Uno dei punti chiave dell'intesa è stato l'uso della tecnologia per migliorare l'esperienza dei tifosi, e la disponibilità della Uefa a sperimentare soluzioni di streaming è stata considerata importante in quel contesto.
Vale la pena ricordare che il promotore della Super League, A22, aveva presentato un piano per una piattaforma gratuita chiamata Unify che avrebbe trasmesso tutte le partite. Quel progetto non è andato avanti, ma l'idea dello streaming diretto è riemersa con altri attori al tavolo.
Regole del torneo: la questione della "country protection"
Nel frattempo, tra i club europei si è discusso se mantenere la cosiddetta "country protection", la regola che impedisce a squadre dello stesso paese di incontrarsi nella fase a gironi. Alcuni club ritengono che questa protezione favorisca in modo eccessivo la Premier League, che dispone di maggiori risorse economiche.
- Decisione attuale: Il comitato delle competizioni per club della Uefa ha deciso di mantenere le regole vigenti: squadre della stessa nazione non si affrontano nella fase a gironi, salvo casi legati ai sorteggi per fascia.
- Eccezioni: La protezione è stata tolta nei playoff di questa stagione, quando Paris Saint-Germain ha incontrato Monaco.
- Possibili scenari: La Premier League dovrebbe avere cinque club nella Champions 2026-27, ma il numero potrebbe salire fino a sette in caso di particolari risultati nelle coppe europee.
VAR: problemi di dettaglio e coordinamento
Un altro tema sul tavolo è il Var. Il direttore del settore arbitrale Uefa, Roberto Rosetti, ha avvertito che l'uso del Var sta diventando troppo dettagliato, focalizzandosi su elementi microscopici. Per questo è previsto un incontro con le principali leghe europee dopo il prossimo Mondiale, con l'obiettivo di uniformare l'uso della tecnologia.
La Uefa ha ribadito il suo impegno verso il Var: non è previsto un ridimensionamento o una cancellazione, ma si cerca una maggiore allineamento tra competizioni diverse.
Cosa cambia per i tifosi
In pratica, i tifosi potrebbero vedere più opzioni per seguire la Champions nei prossimi anni. Una piattaforma UC3 potrebbe offrire un accesso diretto alle partite in mercati strategici e cambiare il modo in cui i diritti vengono venduti e fruiti. Al tempo stesso, le regole sportive e l'uso della tecnologia rimangono temi vivi e in evoluzione.
In breve: Uefa valuta uno streaming diretto per la Champions con test probabili in Asia, mantiene le regole attuali sui sorteggi per nazionalità e lavora a un uso più coerente del Var con le altre leghe europee.