Un passaggio di consegne in piena crisi regionale

Domenica i ministri degli Esteri dei Paesi arabi hanno nominato il diplomatico egiziano di lungo corso Nabil Fahmy nuovo segretario generale della Lega Araba, l’organizzazione dei 22 Stati membri. La scelta arriva mentre il Medio Oriente è attraversato da un conflitto con l’Iran che dura da un mese e, per ora, non mostra alcun segnale di rallentamento. Una tempistica davvero rassicurante, se si apprezza l’umorismo involontario della diplomazia regionale.

Secondo il ministero degli Esteri egiziano, Fahmy ha ottenuto il sostegno dei ministri in una riunione virtuale. Il suo mandato di cinque anni inizierà a luglio, quando subentrerà ad Ahmed Aboul Gheit, in carica dal 2016.

Il contesto della nomina

La nomina di Fahmy è arrivata mentre i vicini arabi dell’Iran fanno i conti con attacchi condotti da Teheran e dai suoi alleati, in risposta ai massicci raid aerei lanciati da Stati Uniti e Israele dal 28 febbraio.

Fahmy era anche l’unico candidato in corsa. Non proprio una corsa affollata: da tempo esiste infatti la prassi secondo cui l’Egitto, che ospita la sede della Lega Araba, propone il segretario generale dell’organizzazione fin dalla sua fondazione nel 1945.

L’unica eccezione risale al 1979, quando fu nominato il diplomatico tunisino al-Shazly al-Qalibi, dopo la sospensione dell’Egitto dall’organizzazione in seguito al trattato di pace con Israele.

L’Egitto rientrò poi nella Lega nel 1989, la sede tornò al Cairo e nel 1990 fu nominato un nuovo segretario generale egiziano.

Il profilo di Fahmy

Fahmy, 75 anni, è stato ministro degli Esteri egiziano tra luglio 2013 e giugno 2014, in una fase di forte instabilità seguita alla destituzione militare di un presidente islamista eletto democraticamente, il cui anno al potere aveva diviso profondamente il Paese.

In precedenza è stato ambasciatore d’Egitto negli Stati Uniti dal 1999 al 2008. Ha inoltre fondato la School of Global Affairs and Public Policy presso l’American University in Cairo, dove oggi è dean emeritus.

È figlio di Ismail Fahmy, ministro degli Esteri egiziano dal 1973 al 1977. Il padre si dimise in segno di protesta contro la storica visita del presidente Anwar Sadat a Gerusalemme, un passaggio che aprì la strada all’Egitto come primo Paese arabo a stabilire relazioni diplomatiche con Israele.