L'inverno più duro del conflitto ha lasciato l'Ucraina sotto pesante pressione: attacchi aerei, blackout e città senz'energia o riscaldamento. Eppure, per la prima volta da molto tempo, Kiev ha cominciato a recuperare terreno lungo il fronte.

Prime riconquiste dal 2023

Secondo il presidente ucraino, i territori riconquistati ammontano a circa 460 km². Un think tank statunitense stima una cifra più prudente, intorno ai 257 km², ma entrambi gli schieramenti sottolineano che il fronte è poroso e le misurazioni sono complicate.

Dove sono avvenute le avanzate

Le operazioni più efficaci hanno riguardato le regioni orientali di Dnipropetrovsk e Zaporizhia. A Dnipropetrovsk la presenza russa è diventata marginale e le forze di Kiev affermano che quasi tutta la regione è stata liberata, con i russi rimasti sostanzialmente in tre cittadine. A Zaporizhia le truppe ucraine hanno riconquistato nove centri dall'inizio dell'anno.

Impatti tattici e strategici

Analisti militari parlano di risultati tattici ma di significato operativo. Queste mosse possono ostacolare o almeno complicare i piani russi per una campagna offensiva prevista per primavera e estate.

Perché la Russia fatica

Il problema principale per Mosca sembra essere la difficoltà a rimpiazzare le perdite al fronte. Secondo le autorità ucraine, le perdite russe possono raggiungere valori molto alti, mentre la capacità di reclutamento e rimpiazzo delle unità è in affanno. Ci sono segnalazioni di riduzione delle nuove leve disponibili e di limiti finanziari imposti dalle sanzioni occidentali.

Reclutamento alternativo: droni e studenti

Per aggirare il problema del personale, in alcune aree russe stanno cercando di formare rapidamente unità per il pilotaggio di droni. Anche studenti universitari verrebbero avviati a corsi di addestramento, con incentivi economici per chi accetta di arruolarsi come operatori. Questo approccio indica che Mosca preferisce evitare una mobilitazione di massa che potrebbe scatenare proteste pubbliche.

Il fronte del Donetsk

Non tutto è rose e fiori per Kiev: i russi continuano a premere in alcune zone chiave del Donetsk e avanzano verso località come Sloviansk, Liman, Siversk e Kostiantynivka. Quindi, benché i guadagni siano incoraggianti, la situazione rimane fluida e pericolosa.

Mare Nero: navi colpite e mani sui droni

Un altro capitolo riguarda la flotta russa nel Mar Nero. Dopo aver trasferito molte navi a Novorossiysk, la flotta ha subito attacchi con droni che hanno danneggiato diverse unità, inclusa almeno una nave in grado di lanciare missili da crociera. L'Ucraina continua a produrre droni e a usarli per colpire obiettivi navali, mettendo in difficoltà le operazioni russe in quella zona.

Cosa cambierà davvero?

  • Politicamente: le riconquiste danno un boost morale a Kiev e mettono pressione sulla narrativa russa di un fronte stabile.
  • Militarmente: i vantaggi sono tattici e localizzati, ma possono avere effetti operativi se sfruttati per erodere riserve e logistica avversaria.
  • Strategicamente: la carenza di risorse umane e le difficoltà nel rimpiazzare i soldati potrebbero complicare i piani russi per la campagna estiva.

In sintesi, non è una resa dei conti decisiva ma è un segnale importante: l'Ucraina ha ottenuto terreno, la Russia mostra problemi di rimpiazzo e il mare resta un altro fronte caldo. La guerra resta lontana dall'essere risolta, ma questi movimenti potrebbero cambiare il ritmo dei prossimi mesi.