In breve

Se pensavate che le schede madri Crosshair Hero di ASUS fossero il massimo dell’esagerazione, la ROG Crosshair X870E Glacial è qui per alzare l’asticella con una naturalezza quasi irritante. È la prima volta che questo modello arriva su piattaforma AMD, dettaglio che dice molto sia sulla scheda sia sullo stato di forma dei processori Ryzen nel desktop.

Parliamo di una motherboard di fascia altissima per socket AM5, con un prezzo di 1.200 dollari, 945 sterline o 1.949 dollari australiani. Una cifra che non scherza, ma che almeno viene accompagnata da un’estetica notevole, una lista di funzioni quasi indecente e un ingombro che occupa la scena senza chiedere permesso.

Pro

  • Design spettacolare
  • Dotazione ai vertici della categoria
  • Ethernet da 10 Gbps
  • Temperature ottime per VRM e SSD

Contro

  • Prezzo francamente assurdo
  • Qualche condivisione di banda resta
  • Non trasforma magicamente il PC in un razzo
  • Le migliori temperature per gli SSD richiedono la scheda di espansione

Una scheda madre che vuole farsi notare

La Crosshair X870E Glacial è costruita per impressionare fin dal primo sguardo. Il formato è enorme e quasi tutto lo spazio disponibile è occupato da dissipatori monumentali, coperture estese, uno schermo da 5 pollici e gli alloggiamenti DIMM.2 per l’espansione SSD. È il classico prodotto che non cerca di essere discreto. E meno male, visto il listino.

Non serve nemmeno un impianto a liquido per farla lavorare bene. I VRM sono raffreddati ad aria e, contro ogni aspettativa, lo fanno molto bene. ASUS ha riempito la scheda di dettagli pensati per chi ama smanettare, overcloccare e in generale complicarsi la vita con cognizione di causa.

Archiviazione e connettività fuori scala

Sul fronte storage, la dotazione è ricchissima:

  • 7 slot M.2
  • 4 porte SATA

Le quattro unità aggiuntive sono distribuite tra un modulo DIMM.2 vicino agli slot RAM e una scheda di espansione PCIe. Il modulo vicino alla memoria ospita due M.2 PCIe 4.0, mentre la scheda di espansione include due M.2 PCIe 5.0 raffreddati da un unico dissipatore massiccio.

C’è però il piccolo dettaglio, sempre adorabile, della condivisione di banda: se si usa la scheda di espansione, la GPU deve scendere a x8. Inoltre, uno dei due slot PCIe 4.0 della scheda DIMM.2 dispone solo di due linee.

La parte posteriore è altrettanto ambiziosa:

  • 2 porte USB4 Type-C da 40 Gbps
  • 4 porte USB Type-C da 10 Gbps
  • 8 porte USB Type-A da 10 Gbps
  • 2 porte Ethernet da 10 Gbps
  • Wi-Fi 7
  • Uscita video tramite 2 DisplayPort su Type-C

A questo si aggiunge una serie di extra che fanno capire dove ASUS abbia deciso di puntare il budget: alimentazione da 60 W sulla porta Type-C frontale, DAC audio ESS, connettore pogo pin per alcuni AIO wireless ASUS compatibili e un pannello I/O che, onestamente, sembra progettato per vincere una gara di eccesso.

Funzioni per chi ama smanettare

Questa scheda offre praticamente tutto quello che si può chiedere a una piattaforma enthusiast:

  • pulsanti fisici di accensione e reset
  • selettore dual BIOS
  • header termistore a 2 pin
  • display POST code
  • 8 header per le ventole
  • due header capaci di erogare fino a 36 W

C’è anche una fascia removibile sul retro che nasconde un attacco magnetico per la ventola dedicata alla memoria. È senza cavi, usa pin di contatto per alimentazione e velocità, e si controlla da software o da EFI come il resto delle impostazioni. Tutto molto comodo, purché vi piaccia l’idea di portare la gestione del PC a un livello che per molti è francamente una piccola professione.

Lo schermo da 5 pollici è uno degli elementi più vistosi della scheda. Si può configurare via software con animazioni preimpostate, dati dei sensori di sistema oppure contenuti personalizzati. Può anche spostarsi in avanti per lasciare spazio alle ventole posteriori del case. È uno dei display più grandi mai visti su una motherboard, e sì, fa una bella figura.

BIOS buono, software un po’ troppo affollato

L’EFI è uno dei punti forti della Glacial. È abbastanza chiaro da essere utile anche a chi non è un overclocker navigato, ma offre comunque tutto il necessario a chi vuole spingere a fondo CPU e memoria. La finezza c’è, e si vede.

Il software in Windows, invece, è meno elegante. Funziona, ma richiede l’installazione di più applicazioni per gestire fan control, illuminazione RGB e schermo LCD. Non è un dramma, ma non è neppure il tipo di semplicità che uno associa spontaneamente a una scheda da 1.200 dollari. Curiosamente, la semplificazione sembra essere rimasta fuori dalla riunione.

Temperature e prestazioni

Sul banco di prova aperto, i VRM hanno toccato un picco di 56 °C, lasciando ampio margine anche per CPU con più core del nostro Ryzen 9 9900X. Anche i dissipatori del chipset si sono comportati benissimo, con un massimo di 41 °C sui due chip X870, uno dei risultati migliori mai registrati da AMD nei nostri test.

In gioco, il consumo medio del pacchetto CPU è stato di 117 W, mentre nei carichi pesanti ha raggiunto un picco di 170 W. Sono valori un po’ superiori alla media, ma la presenza di così tanti componenti extra rende il dato del tutto plausibile.

Nel nostro test di gioco a Cyberpunk 2077 in 1080p con RT Ultra e DLSS Balanced, la Glacial ha fatto segnare 114 fps medi e 82 fps nei 1% low. Una buona prova, anche se è importante ricordare che le schede madri di fascia altissima non trasformano automaticamente il PC in un mostro più veloce. Sarebbe bello, ma la fisica continua a restare nel mezzo.

Per gli SSD, il miglior risultato è arrivato usando la scheda di espansione PCIe, con una temperatura di picco di 61 °C. I dissipatori integrati sulla scheda madre sono risultati più caldi di 10 °C e 16 °C, quindi se l’obiettivo è tenere al fresco più unità NVMe, la scheda aggiuntiva vale la pena.

Verdetto

La ASUS ROG Crosshair X870E Glacial è probabilmente una delle motherboard più esagerate e impressionanti mai realizzate. Costa una cifra che la rende inaccessibile quasi a chiunque, ma non è solo una dimostrazione di opulenza. È anche bellissima, ricchissima di funzioni moderne, molto ben raffreddata e praticamente senza punti deboli reali, a meno che non vi aspettaste un waterblock integrato come accadeva spesso su modelli precedenti.

ASUS ha costruito una scheda che fa venire voglia di aprire il portafoglio anche a chi sa benissimo di non doverlo fare. Può ospitare fino a sette SSD, offre doppia Ethernet da 10 Gbps, alimentazione frontale da 60 W, Wi-Fi 7 e una quantità di extra che supera tranquillamente il concetto di “dotazione completa”.

È un prodotto per pochissimi, ma riesce comunque nell’impresa di sembrare giustificato. E questo, nel mondo dell’hardware estremo, è quasi un colpo di scena.