Matteo Salvini è intervenuto a RTL 102.5 per spiegare la sua posizione sulla crisi nello stretto di Hormuz e sulle mosse dell'Italia. La linea è chiara: non siamo stati coinvolti dagli Stati Uniti in anticipo e l'Italia deve proteggere i propri interessi.
La posizione sull'intervento internazionale
Salvini ha detto che, quando gli Stati Uniti hanno attaccato l'Iran, l'Italia non è stata coinvolta preventivamente: «Non mi sembra che ci abbiano avvisato, ci hanno informato a conflitto già iniziato». Ha aggiunto che spera che Stati Uniti e Israele abbiano valutato a fondo le conseguenze prima di scatenare questo conflitto.
«Non è una nostra guerra, non siamo in guerra contro la Russia o contro l'Iran», ha sottolineato Salvini, avvertendo che mandare navi militari in una zona già in conflitto potrebbe portare molto vicino a un terzo conflitto mondiale. Per questo, secondo lui, la prudenza del governo è una scelta saggia.
Contro la speculazione sui carburanti
Sul fronte economico, Salvini ha annunciato che convocherà domani, insieme al ministro dell'Economia, le principali compagnie petrolifere. L'obiettivo è fermare la speculazione: «Non è tollerabile la speculazione», ha detto, accusando i petrolieri di fare extraprofitti simili a quelli che ha visto in passato il settore bancario.
Ha ricordato che lo scorso anno il governo aveva chiesto un contributo alle banche per alcuni miliardi di euro. Se le compagnie petrolifere non daranno segnali concreti per limitare i prezzi, ha avvertito, si potrebbe chiedere un intervento economico analogo anche ai petrolieri.
L'Europa divisa sul petrolio
Sul piano europeo, Salvini ha denunciato un «ordine sparso» tra gli Stati membri. Alcuni paesi stanno rivedendo le accise sui carburanti, mentre altri continuano ad acquistare petrolio dalla Russia. Secondo lui, questa scelta dovrebbe essere riesaminata a livello di Bruxelles.
In sintesi
- Salvini afferma che gli Usa non hanno coinvolto l'Italia prima degli attacchi all'Iran.
- Ribadisce che l'Italia non è in guerra con Russia o Iran e che inviare navi militari sarebbe pericoloso.
- Ha convocato le compagnie petrolifere per chiedere di fermare la speculazione sui prezzi.
- Chiede a Bruxelles di riesaminare le politiche di alcuni Paesi che continuano ad acquistare petrolio dalla Russia.
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