In breve: Il presidente degli Stati Uniti ha chiesto al Giappone di "farsi avanti" per contribuire alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, teatro di tensioni legate al conflitto guidato dagli Stati Uniti e da Israele contro l'Iran. All'ombra di discussioni strategiche e preoccupazioni economiche, Trump ha fatto una battuta su Pearl Harbor che ha creato un momento imbarazzante durante la conferenza stampa in Oval Office.

La battuta su Pearl Harbor e il gelo in sala

Alla conferenza stampa, un giornalista ha chiesto a Trump perché non avesse avvertito gli alleati come il Giappone prima di alcune azioni contro l'Iran. Trump ha risposto con una battuta che ha citato l'attacco giapponese a Pearl Harbor nella Seconda guerra mondiale.

Le parole attribuite a Trump, tradotte in italiano, sono state: "Volevamo la sorpresa. Chi conosce meglio la sorpresa del Giappone, ok? Perché non mi avete detto di Pearl Harbor?" La premier Sanae Takaichi è apparsa visibilmente a disagio. Trump ha aggiunto che lei e il Giappone credono nella sorpresa meno di quanto sembri credere lui.

Perché lo Stretto di Hormuz è al centro della scena

Lo Stretto di Hormuz è una via fondamentale per il commercio del petrolio: quasi un quinto dell'offerta mondiale passa da lì. Dopo l'escalation del conflitto iniziato il 28 febbraio, l'Iran ha in gran parte bloccato il traffico marittimo attraverso lo Stretto, con conseguente aumento dei prezzi del petrolio e forti tensioni sui mercati energetici globali.

La posizione del Giappone

La premier Sanae Takaichi ha condannato le azioni dell'Iran, citando attacchi nella regione e la «effettiva chiusura dello Stretto di Hormuz». Ha anche espresso preoccupazione per il quadro di sicurezza grave creato dal conflitto e per gli effetti economici che ne deriveranno.

Takaichi ha avvertito che «l'economia globale subirà un duro colpo per questo sviluppo» e ha detto ai giornalisti di credere fermamente che solo Trump potrà raggiungere la pace nel mondo, secondo le sue parole durante la dichiarazione in Oval Office.

Alleati, limiti costituzionali e risposte pratiche

Il Giappone è tra i pochi leader che hanno visitato la Casa Bianca dall'inizio della guerra. Nei giorni precedenti, Trump aveva invitato gli alleati a formare una coalizione per difendere lo Stretto di Hormuz. Giappone e cinque paesi europei hanno detto che prenderanno in considerazione «sforzi appropriati» per riaprire la via d'acqua, ma non è chiaro cosa significhi concretamente.

Il Giappone è inoltre vincolato dalla sua costituzione del 1947, che definisce il paese uno Stato pacifista e include impegni a rinunciare alla guerra e alla minaccia o all'uso della forza, limitando quindi l'intervento militare diretto.

Messaggi contrastanti di Trump

  • Ringraziamenti e richieste. Trump ha elogiato il Giappone per il sostegno e ha detto che, dalle dichiarazioni ricevute, il paese sta «davvero facendo la sua parte». Ha anche fatto una battuta confrontando il coinvolgimento giapponese con quello della NATO.
  • Contraddizioni pubbliche. In vari interventi pubblici Trump ha sostenuto che le navi possono passare in sicurezza attraverso lo Stretto e allo stesso tempo ha detto che gli Stati Uniti potrebbero riprendere il controllo da soli. In conferenza ha detto: "Non abbiamo bisogno di molto. Non abbiamo bisogno di nulla", ma ha aggiunto che è comunque appropriato che altri paesi si impegnino.
  • Possibile intervento esterno. Su Air Force One Trump aveva detto che «sarebbe bello se altri paesi pattugliassero» lo Stretto perché molti paesi ottengono da lì la loro energia. Ha anche affermato che il conflitto potrebbe essere risolto rapidamente se lo si volesse: "Potrei mettere fine a questa cosa in due secondi se volessi. Ma siamo molto giudiziosi".

Energia, attacchi e conseguenze

Il conflitto ha visto attacchi contro infrastrutture energetiche nella regione. Un attacco israeliano al giacimento South Pars in Iran ha provocato ritorsioni iraniane contro l'impianto di gas Ras Laffan in Qatar, struttura che rappresenta circa il 20 percento dell'offerta globale di gas naturale liquefatto. Questi eventi hanno aggravato l'impennata dei prezzi energetici, con impatto particolarmente forte sui paesi asiatici.

Trump ha detto di aver chiesto al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di non colpire ulteriormente le infrastrutture energetiche iraniane.

Sulla presenza militare statunitense

Interrogato sulla possibilità di inviare truppe sul terreno per proteggere lo Stretto di Hormuz, Trump ha risposto che non ha piani per farlo, ma non ha escluso la possibilità di non informare i giornalisti se la situazione cambiasse.

In sintesi, l'incontro fra Trump e Takaichi è stato breve ma denso: discussioni su sicurezza e commercio, richieste di maggiore impegno da parte del Giappone, e una battuta su Pearl Harbor che ha rubato l'attenzione per qualche istante. Nel frattempo, lo Stretto di Hormuz resta bloccato e l'impatto economico globale continua a crescere.