La Regione Lombardia ha confermato un caso umano di infezione da virus influenzale A(H9N2) di origine animale. Il paziente, una persona fragile con patologie concomitanti, era rientrata in Lombardia dopo un viaggio in Africa occidentale ed è stata ricoverata poche ore dopo l'atterraggio a Malpensa. È il primo caso di H9N2 mai identificato in Europa.
Cosa sappiamo finora
Il Ministero della Salute ha attivato subito il coordinamento con la Regione, l'Istituto Superiore di Sanità e i laboratori di riferimento nazionale. Le verifiche previste sono state effettuate tempestivamente e i contatti del paziente sono stati identificati e monitorati.
Fatti chiave
- Tipo di virus: A(H9N2), influenza aviaria a bassa patogenicità.
- Origine del caso: importato, il paziente ha contratto l'infezione all'estero.
- Trasmissione nota: avviene tramite esposizione diretta a pollame infetto o a materiali/ambienti contaminati.
- Trasmissione tra persone: non è stata mai riportata per questo ceppo.
- Stato dei contatti: tutti rintracciati e testati; al momento non risultano altre infezioni collegate.
- Età del paziente: circa 30 anni, precisazione fornita dopo comunicazioni iniziali contraddittorie.
Il punto degli esperti
L'epidemiologo Gianni Rezza sottolinea che si tratta del primo caso umano di influenza aviaria diagnosticato in Italia. È un caso isolato e importato e, rispetto a ceppi come l'H5N1, l'H9N2 è considerato meno aggressivo.
Confronto con l'H5N1
- L'H5N1 ha una mortalità molto più elevata e ha causato, dal 2003 al 22 gennaio 2026, centinaia di casi con un tasso di letalità elevato in alcune regioni, secondo dati dell'Organizzazione mondiale della sanità.
- Dagli inizi degli anni 2000 nel mondo sono stati diagnosticati circa mille casi umani attribuiti all'H5N1, concentrati soprattutto in Asia e Africa.
- Il ceppo H9N2 ha finora causato molte meno infezioni nell'uomo: a oggi si registrano circa 170 casi mondiali documentati.
Che cosa significa per noi
Le autorità di sanità pubblica hanno messo in atto le procedure standard: indagine epidemiologica, sorveglianza dei contatti e aggiornamento degli organismi internazionali competenti. Al momento non sono emerse criticità e la situazione è sotto controllo e monitorata costantemente.
In sintesi: primo caso europeo di H9N2 rilevato in Lombardia, il paziente è sotto cura, nessuna evidenza di trasmissione tra persone e sorveglianza attiva.