Buone notizie per chi aveva puntato le valigie su Shia LaBeouf: dopo un rifiuto iniziale, un magistrato ha autorizzato l'attore a volare a Roma per assistere al battesimo del padre, Jeff. Sì, la religione vince ancora sulle beghe giudiziarie, almeno per una settimana.
Il dietro le quinte del permesso
La prima richiesta di Shia per partire da New Orleans era stata respinta. All'epoca il giudice aveva ordinato che rimanesse in loco e partecipasse a un programma di trattamento per abuso di sostanze. Non proprio la risposta che ti aspetti quando chiedi solo un biglietto di sola andata per l'Italia.
Poi è arrivata una nuova mossa legale. L'avvocato di Shia, Sarah Chervinsky, ha depositato un secondo documento nello stesso tribunale e il magistrato Peter Hamilton ha dato il suo ok. Questa volta la richiesta era accompagnata da un itinerario di viaggio dettagliato, cosa che la prima domanda non aveva.
Il piano di viaggio
Secondo i documenti, il soggiorno a Roma durerà circa una settimana e l'attore tornerà in tempo per la sua prossima udienza, fissata per il 19 marzo. Quindi niente tour lungo dell'Italia con pasta e Vespa: una visita breve, formale e, si spera, religiosa.
Perché c'era tanto trambusto?
Il permesso di viaggio arriva in mezzo a una vicenda giudiziaria nata da un episodio durante il Mardi Gras a febbraio. L'attore è stato arrestato dopo una rissa in un bar e più tardi è stato accusato di due capi di imputazione per semplice aggressione. È stato anche arrestato di nuovo il 28 febbraio per un ulteriore capo di accusa collegato allo stesso episodio.
Durante l'arresto, è stato riportato che aveva usato espressioni omofobe. Eventi e parole che non si possono prendere alla leggera, e che hanno aggiunto benzina al fuoco mediatico intorno alla vicenda.
Cosa ha detto Shia?
L'attore ha commentato dicendo che non crede di avere un problema con l'alcol, ma ha scherzato sulla sua presunta complessità da Napoleone e su una forte propensione alla rabbia. Ha anche spiegato che la rissa sarebbe scoppiata perché alcuni uomini avrebbero toccato la sua gamba, cosa che lo avrebbe spaventato.
Insomma, tra autoanalisi in stile terapia fai da te e udienze in tribunale, Shia si prende una settimana di respiro romano. Vedremo se il battesimo di papà sarà tranquillo o offrirà altro materiale per i titoli dei giornali.
Nota finale: il permesso è limitato: viaggio breve, ritorno in tempo per le udienze. E più vale che la sciarpa e il passaporto siano in ordine.