Caitlin Clark si è data un bel B+ dopo il suo debutto con la nazionale senior degli Stati Uniti: 17 punti e 12 assist giocati in soli 19 minuti nella vittoria per 110-46 contro il Senegal. Non male per una che tornava in campo dopo un'assenza forzata.
Rientro dopo gli acciacchi
Quella di mercoledì è stata la prima partita di Clark dal 15 luglio. Dopo quella data ha saltato il resto della stagione WNBA a causa di un problema all'inguine seguito da una contusione ossea. La buona notizia è che lei stessa ha detto che il corpo risponde bene: "Il mio corpo si sente davvero bene", ha raccontato. La parte più difficile, secondo lei, è stata la battaglia mentale per non pensarci troppo.
In campo: efficacia e personalità
Clark è entrata dalla panchina e ha tirato con precisione: 4 su 5 nei tiri dal campo, tutti da tre punti, e 5 su 5 ai liberi. In meno di un quarto d'ora e mezza di gioco ha piazzato un bottino che molti titolari sognano. E poi 12 assist. Sì, avete capito bene: 12 assist in 19 minuti. Se la stat-sheet fosse un videogioco, avrebbe appena sbloccato l'achievement "Playmaker supersonico".
Numero 12 con un'eredità
Curiosità di stile: indossa la maglia numero 12, lo stesso numero che Diana Taurasi ha sfoggiato alle ultime sei Olimpiadi. Non che questo le dia automaticamente i punti esperienza di Taurasi, ma è una coincidenza carina e simbolica.
Cosa dicono gli altri
L'allenatrice Kara Lawson non si è trattenuta: ha elogiato la capacità di Clark di creare gioco oltre che segnare. Secondo Lawson, la ragazza non è solo dinamica come realizzatrice, ma è anche una delle playmaker più notevoli al mondo.
Un roster pieno di medaglie e talento giovane
Questa versione della squadra USA include medaglie d'oro olimpiche 2024 come Kahleah Copper, Chelsea Gray e Kelsey Plum. E poi ci sono le potenziali rookie per il 2028: Paige Bueckers, Angel Reese e, ovviamente, Clark. Un mix interessante tra chi ha già vinto tutto e chi ha ancora fame di metalli luccicanti.
Clark ha sottolineato la differenza rispetto alla sua routine in WNBA con Indiana: lì spesso deve caricarsi molte responsabilità addosso, mentre qui c'è una squadra piena di talento con cui condividere il lavoro. Il suo obiettivo? Giocare veloce, in up tempo, che è il suo marchio di fabbrica.
Il programma e il futuro della rosa
La nazionale sta partecipando a un torneo di qualificazione per la Coppa del Mondo FIBA a San Juan, Puerto Rico. Gli Stati Uniti sono già qualificati, ma stanno usando il torneo per mettere minuti nelle gambe e provare soluzioni. Dopo il match con il Senegal, il calendario prevede sfide contro Puerto Rico, Italia, Nuova Zelanda e Spagna.
Non tutti i giocatori in questo roster sono destinati a restare fino alla Coppa del Mondo. Con veterane come Napheesa Collier, Breanna Stewart e A'ja Wilson che potrebbero tornare, alcune scelte dovranno essere fatte. Insomma, immaginiamo una specie di casting olimpico dove tutti giocano la loro parte per convincere gli allenatori.
In breve: rientro convincente per Clark, tanto talento attorno a lei e una nazionale che si allena davvero giocando. Se il B+ era un modo per non salire subito sul podio, diciamo che la promozione piena potrebbe essere dietro l'angolo.