Hamilton non si fa molte illusioni

Lewis Hamilton guarda con scarso ottimismo ai colloqui imminenti tra Formula 1 e FIA sulle nuove unità di potenza e sulle modifiche che potrebbero essere apportate. Il suo giudizio, per usare una formula elegante, è piuttosto semplice: i piloti contano poco.

Con la Formula 1 ferma per un mese dopo la cancellazione dei Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita, l’attenzione si è spostata sui problemi emersi nelle prime tre gare del nuovo ciclo regolamentare. Le debolezze della nuova formula sono già venute fuori, e adesso si prova a capire come intervenire senza smontare tutto al primo colpo, che sarebbe comunque molto in linea con certe tradizioni del paddock.

Riunioni in arrivo con i costruttori

Durante la pausa di aprile sono previsti incontri anche con tutti i cinque costruttori di power unit. L’obiettivo è trovare una soluzione ai punti critici emersi finora, ma Hamilton non sembra convinto che ne uscirà qualcosa di davvero utile.

"Non mi aspetto molto, ma spero facciano cambiamenti importanti", ha detto ai media, compreso RacingNews365.

Poi il campione britannico ha allargato il discorso al classico problema della governance in F1: troppe voci, troppo potere distribuito male e, alla fine, i piloti fuori dalla porta.

"Ci saranno molti cuochi in cucina. Di solito non porta a un buon risultato", ha osservato.

Hamilton ha anche sottolineato che i piloti non hanno alcuna leva nelle decisioni:

  • non hanno voce reale nei colloqui
  • non fanno parte del comitato
  • non dispongono di diritti di voto

Il confronto con Ferrari e il motore Mercedes

Hamilton ha poi spostato l’attenzione su Ferrari, sostenendo che la squadra dovrà capire con precisione dove la propria unità di potenza stia perdendo terreno rispetto a Mercedes.

"Ovviamente siamo molto indietro rispetto al motore Mercedes", ha spiegato.

Secondo lui, resta da chiarire se il divario dipenda da un turbo più grande, da una maggiore potenza all’albero motore o da qualcos’altro ancora. In altre parole, il quadro tecnico non è affatto limpido, e servirà tempo per capirlo davvero.

"Lo scopriremo", ha aggiunto Hamilton.

Per ora, insomma, la F1 si prepara a discutere di correzioni tecniche con un numero notevole di soggetti intorno al tavolo. E, come sempre, chi guida la macchina rischia di essere quello che conta di meno.