Il pesce d’aprile di Capcom, puntuale come sempre
Capcom ha deciso di celebrare il primo aprile con una trovata pensata apposta per chi, da mesi, sostiene che Pragmata non sia davvero una nuova proprietà intellettuale. Secondo questa teoria, il prossimo sparatutto fantascientifico dello studio sarebbe in realtà il ritorno in incognito di Mega Man. Una lettura creativa, certo, ma non del tutto campata in aria se si guardano ambientazione, colori e alcuni dettagli del design di Diana.
Il motivo per cui molti fan hanno iniziato a collegare i puntini è piuttosto semplice: il mondo sci-fi di Pragmata e la tuta blu della bambina androide Diana, con le sue maniche ampie, ricordavano a più di qualcuno il celebre Mega Buster. Da lì, internet ha fatto il resto, come spesso accade quando c’è un’idea abbastanza bizzarra da meritarsi una seconda vita.
Il video che alimenta e smonta la teoria nello stesso minuto
Capcom ha pubblicato un filmato sull’account social di Pragmata in cui Diana corre sulla spiaggia mentre in sottofondo si sente la musica dei titoli di coda di Mega Man 2. Fin qui, il sottotesto è già abbastanza evidente. Poi arriva la parte in cui Hugh si avvicina con un costume che lo fa sembrare proprio Mega Man.
Naturalmente, il colpo di scena dura il tempo necessario a far capire che si tratta solo di un travestimento. Il volto si apre e rivela Hugh sotto la maschera, prima che il video chiuda con un messaggio disegnato a mano da Diana: “Happy April Fool’s Day ! :b”. Insomma, Capcom non ha confermato un nuovo Mega Man. Ha solo ricordato che il primo aprile esiste ancora.
Quindi, c’è davvero qualcosa sotto?
Probabilmente no, almeno non nel senso in cui sperano i teorici più convinti. Però il video è talmente costruito attorno all’idea da lasciare aperta una piccola possibilità: magari nel gioco completo comparirà davvero quel gigantesco costume da Mega Man, come omaggio a chi ha passato mesi a vedere il Blue Bomber ovunque.
Sarebbe un modo abbastanza elegante per riconoscere la fan theory senza trasformare Pragmata in quello che, almeno ufficialmente, non è. E a Capcom va dato atto di una certa finezza nel prendere in giro il proprio pubblico con abbastanza cura da far sembrare tutto quasi plausibile. Quasi.