Oklahoma City dà una lezione di realismo ai Lakers
LeBron James stava cercando di attaccare il ferro quando si è visto togliere il pallone. Un’altra giocata spettacolare, sfumata per poco. In una serata del genere, però, è quasi un dettaglio: l’episodio con Jalen Williams è rimasto solo una nota a margine in una partita dominata dall’inizio alla fine dagli Oklahoma City Thunder contro i Los Angeles Lakers.
Il risultato finale dice tutto: 139-96 per OKC. Una vittoria mai davvero in discussione, con i Thunder avanti fino a 46 punti di margine e capaci di chiudere di fatto i conti già nel primo quarto. Alla prima sirena, il messaggio era già stato consegnato con la delicatezza tipica di chi non sente il bisogno di essere gentile.
La squadra campione in carica ha messo subito il piede sull’acceleratore, infilando sequenze continue di recupero palla e canestro facile. A un certo punto, i Lakers avevano persino più palle perse che tiri segnati, un dettaglio che di solito non compare nei piani partita, ma che in questo caso ha raccontato bene la serata. Oklahoma City ha chiuso il primo quarto con un clamoroso 44- punti segnati, trasformando il match in un monologo.
LeBron non nasconde la differenza di livello
Per i Lakers, che arrivavano da un percorso molto positivo dopo l’All-Star break, è stata una lezione piuttosto brusca. Prima di questa sconfitta, la squadra era andata 17-5 nel post pausa e aveva di fatto blindato il terzo posto in classifica. Ma tra Los Angeles e le due squadre davanti in graduatoria resta un divario di talento che, sì, si vede anche senza strumenti sofisticati.
LeBron James lo ha riassunto senza giri di parole:
“Sanno bene di cosa sono capaci. Stasera ci hanno battuti di brutto, chiaramente, fin dall’inizio. Quando arriveremo a quel livello, lo affronteremo. Ma adesso ci aspetta un’altra partita in trasferta.”
Traduzione non necessaria: i Thunder sono sembrati molto più pronti, molto più profondi e molto più vicini all’idea di contender di quanto i Lakers abbiano mostrato in questa occasione.
La notizia peggiore: l’infortunio di Luka Doncic
Come se il punteggio non bastasse, nel terzo quarto è arrivata anche la brutta notizia dell’infortunio di Luka Doncic al bicipite femorale. Lo sloveno ha lasciato il parquet dopo aver bisogno di un timeout per rialzarsi ed è poi rientrato negli spogliatoi con passo prudente.
La gravità del problema non è ancora chiara, ma le conseguenze potenziali sono evidenti. Un infortunio di questo tipo potrebbe compromettere pesantemente la corsa playoff dei Lakers. E, in un colpo solo, potrebbe anche toglierlo dalla corsa ai riconoscimenti individuali della stagione.
Senza Doncic, le speranze di Los Angeles in una lunga cavalcata ai playoff si assottigliano parecchio. Con Doncic in campo, invece, i Lakers hanno almeno un candidato MVP in grado di reggere il peso dell’attacco. E questa partita ha ricordato anche un’altra cosa: negli ultimi anni, Shai Gilgeous-Alexander ha ormai consolidato il suo vantaggio nella gerarchia del campionato, mentre Doncic resta costretto a inseguire.
Per i Lakers, insomma, non è stata soltanto una sconfitta. È stata una verifica pubblica, severa e poco diplomatica sullo stato reale della squadra.