Le aspettative su Aston Martin erano alte. Sei mesi fa molti vedevano la squadra come il possibile trampolino di lancio per Fernando Alonso e, perché no, un approdo interessante anche per altri big. La realtà, però, è molto diversa: dopo solo due gare l'AMR26 ha mostrato limiti pesanti e poca affidabilità .
AMR26: pochi chilometri, tanto ritardo
Il progetto di Newey non ha ancora trovato il suo passo. A causa dei continui problemi di affidabilità la vettura ha girato pochissimo dai test in poi, e questo ha rallentato lo sviluppo del telaio e dell'aerodinamica. In pratica non si è riusciti a esplorare a fondo i limiti della macchina.
Il motore Honda sta girando con una mappatura attenuata per ridurre il rischio di rotture, scelta che ha un costo: meno potenza significa anche meno dati utili per far progredire il progetto.
Nel paddock circola anche la voce che il team stia pensando a un nuovo team principal, un segnale che qualcosa non sta funzionando dall'interno oltre che in pista.
Vibrazioni: il problema che non va via
I guai più evidenti sulle AMR26 riguardano le vibrazioni. La power unit vibra in modo marcato, trasferendo scosse al telaio e poi alla batteria, che sembra essere il componente più sotto stress. Già dai test il team ha avuto difficoltà con le batterie e con le scorte di ricambi.
Cosa è successo in Cina
- Lance Stroll si è ritirato dopo soli 9 giri.
- Fernando Alonso ha portato la vettura fino a metà gara, poi si è fermato ai box dopo 32 giri non per un guasto tecnico conclamato ma per un limite fisico.
Alonso ha raccontato che le vibrazioni erano così intense da fargli perdere gradualmente la sensibilità in mani e piedi. In alcuni momenti lo si è visto togliere le mani dal volante nel tentativo di recuperare percezione e controllo. Davvero una condizione pericolosa, e più che comprensibile la decisione di fermarsi.
Le batterie e le scorte
La batteria, integrata nel telaio, sta pagando il conto maggiore per queste vibrazioni. Il team ha già consumato molte scorte durante i test e nelle prime gare. L'obiettivo è aumentare le scorte a partire dal gran premio di Suzuka, per avere pezzi di ricambio a disposizione e provare a ridurre i problemi di affidabilità .
In sintesi, Aston Martin deve recuperare chilometraggio utile e trovare soluzioni rapide alle vibrazioni se vuole trasformare il potenziale in risultati concreti. Per ora la situazione resta complicata e in pista si pagano le conseguenze.