La guerra tra Iran e Israele è entrata in una nuova fase pericolosa: negli ultimi giorni sono stati colpiti impianti di produzione ed esportazione di petrolio e gas. Le azioni militari hanno alzato la posta in gioco per i mercati energetici globali e rendono più probabile uno scenario di crisi prolungata per l'economia mondiale.

Cosa è successo

All'inizio del conflitto la chiusura dello Stretto di Hormuz ha già creato onde d'urto: quello stretto è una via di transito cruciale per il petrolio e il gas del Medio Oriente. Dopo quei primi attacchi il prezzo del petrolio era salito oltre i 100 dollari al barile, per la prima volta dal 2022.

Negli ultimi giorni i raid si sono concentrati sugli stessi impianti energetici. Israele ha colpito tra gli altri il giacimento South Pars, il più grande giacimento di gas naturale al mondo, condiviso dall'Iran e dal Qatar. L'Iran ha risposto con contrattacchi che hanno raggiunto anche impianti di esportazione di GNL in Qatar. In seguito i prezzi del petrolio hanno toccato temporaneamente quasi 120 dollari al barile.

Danni alle infrastrutture e conseguenze immediate

  • Qatar e il GNL: il Qatar fornisce circa il 20 percento del gas naturale liquefatto mondiale. La società statale ha indicato che i danni ridurranno del 17 percento la capacità di esportazione per i prossimi cinque anni e che sarà necessario dichiarare forza maggiore su alcuni contratti con Europa e Asia.
  • Impianti fermi e stoccaggio limitato: in molte aree la chiusura di rotte o l'impossibilità di esportare ha costretto a fermare la produzione perché non c'è spazio per lo stoccaggio. Alcuni effetti sono reversibili, ma i danni fisici alle infrastrutture sono più difficili da riparare.
  • Raccomandazioni dell'agenzia energetica: l'Agenzia Internazionale per l'Energia ha suggerito misure per attenuare gli shock di prezzo, come lavorare da casa, guidare con calma e usare i fornelli a gas con parsimonia.

Perché può diventare grave

Gli analisti avvertono che se gli attacchi continueranno e colpiranno in modo duraturo la capacità di produzione, le conseguenze saranno profonde e persistenti. Il capo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia ha definito la situazione la più grande minaccia alla fornitura energetica globale nella storia moderna, e molti mercati finanziari potrebbero sottostimare l'impatto reale.

Alcuni esperti paragonano la potenziale perdita di offerta a quella vista durante il periodo di lockdown globale del 2020. In termini pratici, ciò potrebbe tradursi in una domanda persa su vasta scala con effetti recessivi o addirittura peggiori sull'economia.

Effetti sull'economia reale

  • Prezzi alla pompa e inflazione: negli Stati Uniti la disponibilità diretta non è in pericolo immediato, ma i consumatori sentiranno l'aumento ai distributori. Il prezzo del petrolio influenza i costi del trasporto e quindi i prezzi al dettaglio, inclusi i generi alimentari.
  • Catene di fornitura: la crisi colpisce anche prodotti derivati dal petrolio e dal gas, come prodotti chimici industriali e fertilizzanti. La stagione delle semine in molte aree aumenta la pressione sui prezzi dei fertilizzanti.
  • Settore aereo: alcune compagnie hanno già annunciato tagli alle rotte o aumenti delle tariffe a causa dei costi del carburante.

Incertezza politica e comunicazione contrastante

Una parte della confusione sui mercati deriva da messaggi poco chiari da parte dell'amministrazione statunitense. È incerto quanto a lungo gli Usa considerino di proseguire l'intervento e quali siano gli obiettivi finali. Alcune misure di emergenza sono state attivate per proteggere i consumatori domestici, come deroghe temporanee a certe normative e la valutazione di strumenti economici per mitigare i prezzi.

Allo stesso tempo si sono avute dichiarazioni di forte tono sui possibili atti di ritorsione contro infrastrutture strategiche. La retorica ha contribuito ad aumentare l'ansia dei mercati.

Conclusione

Se i danni alle infrastrutture energetiche resteranno significativi e duraturi, i mercati potrebbero dover affrontare un periodo prolungato di prezzi elevati e scarsità di offerta. Questo non è solo un problema per i prezzi del carburante. È una questione che coinvolge alimenti, trasporti, industria e stabilità economica globale. Per ora l'evoluzione resta incerta e ogni giorno porta nuovi sviluppi.

Nota: i numeri e le indicazioni riportate si basano sulle ultime stime pubbliche delle autorità e delle società energetiche coinvolte.