Cosa è successo
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ordinato tagli drastici agli uffici incaricati di valutare e ridurre i danni ai civili in operazioni militari. La scelta è stata presa nonostante forte opposizione da alti ufficiali, una resistenza che finora non era stata resa pubblica.
Perché la questione è esplosa
La decisione arriva mentre emergono notizie su un attacco che potrebbe aver colpito per errore una scuola elementare, causando la morte di oltre 170 studenti. Quell'incidente è il più grave per civili dall'inizio dell'azione guidata dagli Stati Uniti, e ha spinto i Democratici a chiedere le dimissioni di Hegseth.
I numeri dei tagli
- Gli uffici centrali incaricati della mitigazione dei danni ai civili sono stati ridotti di oltre il 90 percento, secondo funzionari attuali e passati.
- Il ramo del Comando Centrale che valutava i potenziali danni ai civili è passato da 10 persone a una sola.
- Il Joint Special Operations Command ha eliminato completamente il proprio ufficio dedicato ai danni ai civili.
- Hegseth ha inoltre ridotto il numero di avvocati militari che consigliavano i comandanti sulla legalità delle operazioni, i judge advocate generals, dopo aver già licenziato molti di loro all'inizio dell'amministrazione.
Resistenze interne
Alti ufficiali e comandanti hanno espresso contrarietà ai tagli. Uno di loro, il generale che poi è diventato punto di riferimento del Pentagono per i colpi contro il programma nucleare iraniano, ha inviato un promemoria classificato nella catena di comando per opporsi alle riduzioni. Altri leader, inclusi i vertici delle operazioni speciali all'epoca, hanno anch'essi sollevato obiezioni.
Frank Bradley, all'epoca alla guida del Comando delle Operazioni Speciali, e altri hanno spinto contro le riduzioni. Il generale Brown, rimosso da Hegseth nel febbraio 2025, ha detto che la decisione è stata presa dopo la sua uscita e che non aveva altro da aggiungere.
La versione del Pentagono
Il Dipartimento della Difesa ha definito gli uffici in questione come soggetti a una "rivalutazione strategica" finalizzata a integrare quelle funzioni direttamente nei comandi combattenti. Il Pentagono ha ribadito che riconosce l'importanza della mitigazione dei danni ai civili e si dice fiducioso nella capacità delle forze armate di colpire con precisione riducendo al minimo le vittime civili.
Contesto operativo e costi umani
La riduzione degli uffici arriva mentre il conflitto si avvicina alla terza settimana senza fine chiaro. Hegseth ha descritto il nuovo leader iraniano come "ferito e probabilmente deturpato" e ha dichiarato che l'affare dello Stretto di Hormuz, che convoglia una parte significativa del petrolio mondiale, è qualcosa che gli Stati Uniti stanno affrontando.
Nel frattempo il Pentagono sta inviando ulteriori marines e unità navali nella regione, con arrivi previsti dai teatri del Pacifico nei prossimi giorni. La guerra ha già provocato perdite: un incidente in Iraq, in cui un aereo rifornitore ha colliso con un altro velivolo, ha causato la morte di sei militari americani. Finora si registrano almeno 13 soldati statunitensi deceduti, mentre l'ambasciatore iraniano all'ONU ha affermato che le perdite iraniane superano il migliaio.
Perché questi tagli contano
Critici e alcuni ex funzionari sostengono che ridurre gli uffici di valutazione dei danni ai civili aumenta il rischio di errori operativi e di vittime innocenti. Come ha osservato un ex funzionario che ha lavorato in amministrazioni diverse, quando si proteggono i civili si finisce per indirizzare meglio le risorse contro il nemico, evitando spese inutili di tempo, munizioni e mezzi su obiettivi sbagliati.
Lo stesso ex funzionario ha anche riferito che Hegseth considera alcune iniziative legate alla protezione e alla diversità come programmazione da eliminare, citando che era stata bollata come "woke" e quindi destinata al taglio.
Cosa aspettarsi
Le tensioni interne al Pentagono su questo tema probabilmente continueranno, specialmente se emergono ulteriori dettagli sugli attacchi che hanno coinvolto civili. La combinazione di riduzioni strutturali, contesto operativo teso e vittime civili rende la questione destinata a restare al centro del dibattito pubblico.