Condanna immediata dopo la gara a Barcellona
La Real Federación Española de Fútbol (RFEF) e il commissario tecnico Luis de la Fuente hanno preso le distanze dai cori anti-musulmani che hanno macchiato lo 0-0 tra Spagna ed Egitto, amichevole pre-Mondiale giocata a Barcellona.
Prima del fischio d’inizio, l’inno nazionale egiziano è stato accolto dai fischi. Durante la partita, inoltre, l’altoparlante dello stadio RCDE ha dovuto intervenire più volte per chiedere al pubblico di smettere con i commenti offensivi. Un piccolo promemoria, nel caso servisse, che il calcio dovrebbe restare calcio.
Rafael Louzán, presidente della RFEF, ha definito questi episodi “situazioni specifiche e isolate” e ha ribadito che non devono ripetersi.
“Quello che abbiamo fatto è condannare questo tipo di atteggiamenti e dire che non devono ripetersi”, ha detto.
Anche De la Fuente ha parlato senza giri di parole, definendo il comportamento di una parte dei 35.000 presenti “intollerabile”.
“Le persone violente usano il calcio per ritagliarsi uno spazio. Devono essere allontanate dalla società, identificate e tenute il più lontano possibile”, ha aggiunto il tecnico 64enne.
Una partita segnata dal contesto
La sfida, inizialmente prevista in Qatar, è stata spostata in Catalogna a causa della guerra in Medio Oriente. E l’atmosfera, fin dall’inizio, è stata tutt’altro che tranquilla.
Per la Spagna, campione d’Europa, si trattava della penultima amichevole in casa prima del Mondiale che affronterà in Nord America tra giugno e luglio, nel Gruppo H insieme a Capo Verde, Arabia Saudita e Uruguay.
Secondo le indiscrezioni, gli spagnoli dovrebbero giocare contro l’Iraq il 4 giugno e contro il Perù in Messico quattro giorni dopo, negli ultimi test prima della rassegna iridata.
De la Fuente ha cambiato 10 uomini rispetto al 3-0 inflitto alla Serbia venerdì scorso. L’unico a restare titolare è stato Lamine Yamal, esterno del Barcellona.
L’Egitto, invece, era privo del suo uomo simbolo Mohamed Salah, fermo per un problema muscolare accusato contro il Galatasaray il 18 marzo. Il Liverpool spera di riaverlo per i quarti di finale di FA Cup di questo weekend contro il Manchester City.
La cronaca: occasioni, pali e un finale in dieci
Sul piano del gioco, la Spagna ha avuto le occasioni migliori nei primi minuti. Ferran Torres è andato vicino al gol dopo 20 minuti, senza riuscire a sfruttare l’opportunità.
Poco prima della mezz’ora, però, è stata l’Egitto a sfiorare il vantaggio contro l’andamento del match: Omar Marmoush, attaccante del Manchester City, ha colpito il palo, ricordando che la sua squadra avrà comunque qualcosa da dire al Mondiale nel Gruppo G, dove affronterà Belgio, Iran e Nuova Zelanda.
Dopo l’intervallo, la Spagna ha ripreso a premere. Pedri si è visto negare il gol al 57’, mentre il colpo di testa di Cristhian Mosquera è uscito di poco 13 minuti più tardi.
A sei minuti dalla fine, l’Egitto è rimasto in dieci per la seconda ammonizione al centrocampista Hamdy Fathy. Due minuti dopo, un’altra chance sprecata dalla Spagna: Alejandro Grimaldo ha centrato la traversa nell’ultima vera occasione per sbloccare il risultato.
Alla fine è rimasto uno 0-0 che, oltre al punteggio, lascia soprattutto l’ennesimo episodio imbarazzante da archiviare per il calcio spagnolo.