La principessa ereditiera di Norvegia, Mette-Marit, ha parlato pubblicamente per la prima volta della sua relazione con Jeffrey Epstein e ha detto di essersi sentita "manipolata e ingannata". Le sue dichiarazioni arrivano dopo la pubblicazione dei cosiddetti Epstein files che hanno scosso la Norvegia e indicano contatti tra esponenti di alto profilo e l'uomo accusato di abusi sessuali.
Cosa ha detto la principessa
In un'intervista di 20 minuti trasmessa da NRK insieme al marito, il principe ereditario Haakon, Mette-Marit ha ammesso di aver mostrato scarso giudizio e ha espresso profondo rammarico per aver avuto contatti con Epstein. Ha detto inoltre che non sapeva che lui fosse un molestatore e che è stata "manipolata e ingannata".
Le responsabilità
La principessa ha dichiarato di voler prendersi la responsabilità per non aver verificato meglio il passato di Epstein. Ha anche detto di provare "grande rabbia" per il fatto che le vittime non abbiano ottenuto giustizia e ha voluto sottolineare che, se in qualche modo ha contribuito a legittimare quell'uomo, se ne assume la responsabilità.
Il contesto politico e l'inchiesta
I documenti divulgati dal dipartimento di giustizia degli Stati Uniti hanno citato numerosi nomi norvegesi, tra cui la principessa e un ex primo ministro. In risposta, il Parlamento norvegese ha votato all'unanimità per istituire una commissione investigativa indipendente che esamini i legami tra il ministero degli Esteri e Epstein.
La pressione pubblica e politica su Mette-Marit è aumentata nelle settimane precedenti l'intervista; il primo ministro Jonas Gahr Støre aveva chiesto trasparenza.
Le email e i dettagli dei contatti
I file mostrano quasi 1.000 riferimenti a Mette-Marit in scambi di email tra il 2011 e il 2014. Tra i messaggi più citati c'è uno di ottobre 2011 in cui la principessa scrive: "Ti ho cercato su Google dopo l'email precedente. D'accordo, non sembrava bello :)". Interrogata su quella frase, ha risposto di non ricordare esattamente cosa intendesse e ha detto che se avesse trovato informazioni che la facessero rendere conto che lui fosse un molestatore non avrebbe usato una faccina sorridente.
Il soggiorno a Palm Beach e altri incontri
I documenti rivelano che Mette-Marit ha soggiornato per alcuni giorni nella casa di Epstein a Palm Beach nel gennaio 2013. Lei ha spiegato che si trovava lì perché un'amica comune aveva preso in prestito la casa. Ha aggiunto che quel soggiorno è stato uno degli elementi che ha elaborato con maggiore difficoltà dopo che gli abusi sono stati resi noti nel 2019 e ha ammesso di provare senso di colpa verso le vittime.
Situazione personale
L'intervista è stata registrata il giovedì che coincideva con l'ultimo giorno del processo contro il figlio di Mette-Marit, Marius Borg Høiby. Il giovane è accusato di 39 reati, tra cui quattro stupri, reati che lui nega, e per i quali i pubblici ministeri chiedono più di sette anni di carcere. La principessa ha ricordato che è madre di un ragazzo che sta attraversando una situazione molto dura.
Ha inoltre parlato della propria salute: soffre di fibrosi polmonare e probabilmente avrà bisogno di un trapianto di polmone. Ha detto che la condizione richiede molto riposo e che la situazione personale ha contribuito alla difficoltà nel gestire tutta questa pressione pubblica.
Conclusione
La principessa Mette-Marit ha provato a spiegare come si sia trovata coinvolta in una rete di rapporti che oggi appaiono inaccettabili. Ha chiesto responsabilità e ha riconosciuto errori di giudizio, mentre la politica norvegese ha avviato passi formali per chiarire eventuali legami istituzionali con Epstein.