La tensione in Medio Oriente e il blocco nello Stretto di Hormuz hanno portato a un aumento rapido dei prezzi del petrolio. Per le compagnie aeree, che vivono di carburante, la situazione è seria e i manager stanno mettendo in campo misure concrete per affrontare un periodo che potrebbe essere lungo.

Cosa stanno facendo le compagnie aeree

United Airlines ha diffuso un memo interno in cui il suo amministratore delegato immagina uno scenario pesante: il prezzo del petrolio potrebbe arrivare a 175 dollari al barile e restare sopra i 100 dollari fino alla fine del 2027. In pratica, si preparano al peggio anche se sperano che non arrivi.

  • Tagli di capacità: United ha annunciato che ridurrà circa il 5% del programma di voli previsto per il secondo e terzo trimestre. I tagli riguarderanno soprattutto i periodi meno richiesti, come voli notturni e giorni come martedì, mercoledì e sabato.
  • Spesa sul carburante: Il cherosene rappresenta tra il 25% e il 33% dei costi operativi delle compagnie aeree. Con i prezzi quasi raddoppiati rispetto a quattro settimane fa, i margini di profitto sono sotto pressione.
  • Ripercussioni già visibili: American Airlines ha segnalato spese aggiuntive per il carburante per circa 400 milioni di dollari nelle ultime settimane.

Perché è importante

Gli analisti sottolineano che le compagnie aeree possono essere un indicatore precoce della gravità di uno shock energetico. Le compagnie di trasporto aereo spendono una quota elevata dei loro costi non salariali in prodotti petroliferi raffinati, quasi al livello dell'industria dell'asfalto. Se i prezzi rimangono alti a lungo, l'impatto economico si espanderà oltre i cieli.

Il contesto economico

Secondo esperti del settore, questo aumento dell'energia arriva in un momento poco favorevole: con mercati del lavoro deboli e incertezze legate alle politiche commerciali internazionali, un aumento prolungato dei costi energetici può accelerare il rischio di rallentamento economico. Inoltre, la situazione nello Stretto di Hormuz si sta protraendo oltre le aspettative iniziali, e potrebbe non riaprirsi rapidamente.

Cosa significa per i passeggeri

  • Prezzi dei biglietti: Se i costi del carburante restano elevati, è probabile che i prezzi dei biglietti aumentino o che le compagnie riducano l'offerta per mantenere l'equilibrio tra domanda e capacità.
  • Offerte e frequenze: Le rotte meno richieste e i voli nei giorni non di punta sono i primi candidati ai tagli.
  • Comportamento dei viaggiatori: È difficile capire se la domanda elevata recente sia frutto di un interesse reale a viaggiare o di passeggeri che hanno prenotato in anticipo per paura di prezzi ancora più alti.

Cosa dicono gli esperti

Un docente di gestione della supply chain ha osservato che la situazione sarebbe molto negativa per chi non lavora nella raffinazione del petrolio. Un altro esperto di operazioni aeree ha aggiunto che più a lungo dura l'incertezza, maggiore sarà la complessità gestionale per le compagnie rimaste in servizio.

In termini pratici, i Ceo delle compagnie hanno già adottato atteggiamenti cauti. Alcuni registrano ricavi record dalle prenotazioni recenti, ma dichiarano anche che resteranno flessibili nella programmazione dei voli se i costi dovessero rimanere elevati.

In sintesi, le compagnie aeree stanno facendo i conti con un aumento dei costi del carburante che potrebbe durare. Per i viaggiatori, la combinazione di tariffe più alte e offerta ridotta potrebbe diventare la nuova normalità fino a quando la situazione energetica non si stabilizzerà.