Lo Stretto di Hormuz è diventato il teatro di un problema serio: durante il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, Teheran ha dichiarato che il passaggio è consentito a tutti tranne che agli Stati Uniti e ai loro alleati. Per dare misura del danno potenziale, circa un quinto del petrolio mondiale passa da lì.
Il 2 marzo un consigliere di alto rango dei Pasdaran ha detto che lo Stretto era "chiuso" e che se qualcuno avesse cercato di attraversarlo la marina e i Guardiani avrebbero incendiato le navi. La minaccia ha fatto schizzare il prezzo del petrolio da circa 65 dollari al barile prima della guerra a oltre 100 dollari.
Il prezzo del Brent, il riferimento internazionale, ha toccato circa 105,70 dollari, con un aumento intorno al 40 percento rispetto al periodo precedente l'inizio delle ostilità il 28 febbraio.
Il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato di essere stato contattato da diversi Paesi che chiedevano un passaggio sicuro per le loro navi. Ha detto che la decisione spetta alle forze militari e ha confermato che un gruppo di navi di "diversi Paesi" è stato autorizzato a transitare, senza fornire dettagli completi.
Pakistan
Una petroliera aframax battente bandiera pakistana, chiamata Karachi, è riuscita a uscire dal Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz. La notizia è stata riportata dai media internazionali.
India
L'ambasciatore iraniano a Nuova Delhi ha detto che Teheran ha fatto un'eccezione e ha consentito il passaggio ad alcune navi indiane. Nello stesso giorno, le autorità indiane hanno confermato che due petroliere battenti bandiera indiana, cariche di gas di petrolio liquefatto e dirette verso porti dell'India occidentale, hanno attraversato lo Stretto.
Turchia
Un'imbarcazione di proprietà turca in attesa vicino all'Iran ha ottenuto il permesso di passare dopo che le autorità turche hanno ricevuto l'autorizzazione di Teheran. Secondo il ministro dei Trasporti turco, quindici navi con proprietari turchi erano in zona; per ora è stato autorizzato il transito di una di esse, quella che aveva fatto scalo in un porto iraniano.
Cina
Fonti diplomatiche hanno riferito che la Cina è in trattativa con l'Iran per ottenere il passaggio sicuro di navi petroliere cinesi e di navi per il gas naturale liquefatto proveniente dal Qatar. La Cina ha rapporti di buon vicinato con Teheran e importa una quota consistente del suo petrolio attraverso lo Stretto: circa il 45 percento del flusso totale arriva da lì.
Francia e Italia
Secondo quanto riportato da media finanziari, Francia e Italia avrebbero chiesto colloqui con l'Iran per negoziare passaggi sicuri per le loro navi. Le autorità non hanno confermato pubblicamente dettagli sulle eventuali autorizzazioni.
La coalizione navale proposta dagli Stati Uniti
Il presidente statunitense ha invitato altri Paesi a inviare navi per contribuire a garantire la sicurezza dello Stretto. Tra le nazioni citate figurano Cina, Francia, Giappone, Corea del Sud e Regno Unito.
Tuttavia, molti degli Stati menzionati non hanno dato adesione. Germania e Grecia hanno escluso ogni coinvolgimento militare mentre il Regno Unito ha dichiarato di non voler essere trascinato in una guerra più ampia.
Un analista di sicurezza del Medio Oriente ha osservato che è improbabile che gli alleati degli Stati Uniti si impegnino in una operazione navale di protezione dello Stretto. Ha richiamato anche un punto pratico: organizzare una coalizione navale richiede tempo e non si può mettere in campo rapidamente.
Cosa resta da seguire
- Quali altri Paesi otterranno autorizzazioni da Teheran.
- Se le trattative in corso con Cina, Francia e Italia produrranno passaggi regolari.
- Se la situazione militare cambierà e influenzerà ulteriormente i prezzi dell'energia.
Per ora, l'immagine è questa: alcune navi sono state autorizzate a passare, molte chiedono il permesso, e la comunità internazionale esamina con cautela la possibilità di interventi navali coordinati.