Il divano, la palla e una chiamata importante

Rene Haas ci accoglie in ufficio a San Jose, semi-sdraiato su un divano con una palla da basket in mano. Reazione pronta: teme i titoli tipo "dorme sul posto di lavoro". Poi però ci dà 46 minuti e ci manda via perché deve parlare con Masayoshi Son, il presidente di SoftBank e principale azionista di Arm.

La notizia che Haas e il suo team stanno presentando è notevole: Arm, famosa per vendere architetture e brevetti ad altri produttori, ha deciso di progettare e far produrre il proprio processore. Per una azienda che ha costruito la sua fortuna licenziando design, è una svolta significativa.

Un salto che è anche un ritorno

La storia di Arm parte dagli anni Settanta, con Acorn e l'architettura RISC. Poi la transizione verso il licensing negli anni Novanta, e la consacrazione come colosso della proprietà intellettuale grazie alle CPU efficienti per il mobile. Oggi Arm è ovunque: smartphone, server e altro, e si stima che ci siano circa tre chip Arm per ogni persona sulla Terra.

SoftBank ha comprato Arm nel 2016. Dopo una tentata acquisizione da parte di Nvidia nel 2020 bloccata dai regolatori, Haas è diventato CEO nel 2022 e ha riportato l'azienda in borsa, con SoftBank che ancora possiede circa il 90 percento dell'azienda.

Perché passare dall'IP al silicio

Haas dice che Arm è diventata più di una semplice società di IP: è una piattaforma di calcolo. Quando una piattaforma vuole far avanzare l'ecosistema, a volte serve produrre un prodotto fisico. Esempi citati: Surface per Windows o Pixel per Android, che pur restando una piccola parte del mercato aiutano l'intero ecosistema.

Secondo lui, costruire una CPU per data center può generare ottimizzazioni software e benefici che poi ricadono su tutti gli altri produttori che basano i loro prodotti su Arm.

Il prodotto: Arm AGI CPU

Il nuovo processore si chiama Arm AGI CPU, e sì, AGI sta per intelligenza artificiale generale. È progettato per i data center e i primi clienti confermati includono Meta, SK Hynix, Cisco, SAP e Cloudflare.

Cosa la rende speciale

  • Efficienza energetica: Arm viene dal mondo mobile, dove l'efficienza è tutto. Il CEO afferma che questo sarà il server CPU più efficiente dal punto di vista energetico.
  • Ottimizzata per agentic AI: Secondo Haas, molti carichi di lavoro legati agli agenti AI richiedono il lavoro della CPU. Le GPU rimangono importanti, ma servono molte CPU per orchestrare certi tipi di agenti.

Clienti e produzione

Il chip sarà prodotto interamente da TSMC. Arm sta anche preparando un design di riferimento per server, lavorando con partner come Super Micro e Foxconn per fornire una soluzione completa, non solo il chip su carta.

Rischi, concorrenti e nervosismo

Non è un segreto che la mossa possa creare tensioni. Haas sostiene che, in realtà, costruire il chip alzerebbe l'interesse e il supporto per Arm come piattaforma, beneficiando l'intero ecosistema. Tuttavia, riconosce che questa scelta può rubare quote di mercato a Intel e AMD, mentre per Nvidia la situazione è diversa: alcune tecnologie di Nvidia sono già molto integrate nel suo ecosistema.

Haas è convinto che, anche se alcuni partner storici potrebbero essere infastiditi, la maggiore diffusione di software ottimizzato per Arm gioverebbe alla maggior parte degli attori che si basano sull'architettura Arm.

Produzione, numeri e fiducia

Fare chip significa affrontare temi nuovi per Arm, come volumi, rese e margini. Haas ricorda la comodità del modello royalty: "Prima inviavi la licenza e aspetti i ricavi". Ora invece devono gestire operazioni complesse, ma dice di sapere come farlo e di aver costruito il team adeguato.

Arm ha aggiunto circa 2.000 ingegneri nei gruppi che si occupano di design di backend e subsistemi. Molti componenti del lavoro erano già pronti: gli «compute subsystems» su cui si basa l'AGI CPU sono già stati spediti in silicio tramite partner, il che aumenta la fiducia sul fatto che il primo chip sarà valido e potenzialmente pronto per volumi.

Il CEO e la cultura aziendale

Haas parla spesso del fatto che il CEO dà il tono all'azienda. Vuole una cultura che prenda rischi, che cresca in fretta e che sia disposta a fare grandi scommesse. Detto questo, non definisce il progetto "scommetti la casa". Se il chip non riuscisse, l'attività di IP resta solida.

Su cose più leggere: apprezza Phil Jackson per come ha trasformato squadre forti in campioni, non sopporta chi è soddisfatto dello status quo, e trova ispirazione nel fare differenze importanti.

Conclusione rapida

Arm sta cambiando ruolo: da fornitore di architetture a produttore di silicio per data center. È una mossa rischiosa, calcolata e potenzialmente conflittuale, ma fatta con un solido bagaglio tecnico e supportata da partner di primo piano. Se Haas ha ragione, il mercato avrà più opzioni e server più efficienti. Se ha torto, Arm manterrà comunque il suo core business basato su IP.

Intervista condensata e riadattata per chiarezza.