Un sondaggio che non lascia molto spazio all’ottimismo

Il VAR, in Premier League, continua a non godere di grande popolarità. Secondo un recente sondaggio della Football Supporters Association (FSA), oltre il 75% dei tifosi si dice contrario al suo utilizzo. L’indagine ha coinvolto quasi 8.000 sostenitori dei club della massima serie inglese e gallese e racconta un disagio ormai tutt’altro che episodico.

I numeri raccolti dalla FSA sono piuttosto eloquenti:

  • il 95% ritiene che le revisioni al monitor richiedano ancora troppo tempo;
  • oltre il 90% sostiene che l’esperienza allo stadio sia peggiorata;
  • l’81% preferirebbe guardare le partite senza l’intervento del VAR.

Uno dei punti più contestati resta la perdita di spontaneità nelle esultanze. Insomma, il gol arriva, ma il festeggiamento spesso deve aspettare il via libera della tecnologia. Un dettaglio piccolo solo in apparenza, visto che per molti tifosi è proprio lì che si è perso qualcosa di importante.

Dal consenso iniziale al rigetto crescente

Il cambio di umore rispetto a qualche anno fa è netto. Nel 2017, quando il VAR era ancora solo un’ipotesi, il 74% dei tifosi si era detto favorevole alla sua introduzione. Nel 2021, però, i contrari erano già saliti al 63%. Oggi, dopo quasi sette stagioni piene di discussioni e revisioni infinite, il malcontento continua ad aumentare.

Questo non significa però che i tifosi vogliano buttare via ogni tecnologia. Anzi, la situazione è più sfumata di quanto sembri.

  • Quasi il 95% approva la goal-line technology.
  • Tra il 40% e il 55% sostiene almeno in parte l’uso del VAR per fuorigioco decisivi e cartellini rossi.
  • Il 47% sarebbe favorevole a un sistema di challenge, simile a quelli usati nel cricket o nel rugby.

Sul tema dei test arriva anche un elemento nuovo: l’IFAB ha appena annunciato nuove prove nell’ambito della revisione biennale del VAR.

Da segnalare inoltre che quasi l’82% degli intervistati ha assistito di persona a una decisione VAR allo stadio in questa stagione. La maggioranza considera un piccolo passo avanti gli annunci pubblici degli arbitri, ma resta convinta che il processo decisionale sia ancora poco chiaro. Un classico caso di tecnologia che prometteva trasparenza e ha finito per aggiungere un altro livello di confusione. Non proprio il risultato più elegante.

La posizione della Premier League

Dalla Premier League, intanto, arriva la difesa del sistema e del lavoro svolto insieme al PGMOL.

La Premier League lavora a stretto contatto con il PGMOL per migliorare continuamente il funzionamento del VAR, con l’obiettivo di garantire il minimo intervento possibile nelle partite. La Lega applica una soglia molto alta per l’intervento del VAR, dando priorità alla decisione dell’arbitro in campo. Per questo motivo il VAR è meno invasivo in Premier League rispetto ad altri campionati europei, compresa la UEFA Champions League, dove interviene quasi il doppio delle volte. Nel quadro del dialogo continuo con i tifosi, le ricerche della Premier League indicano che i sostenitori sono in larga parte favorevoli a mantenere il VAR, ma migliorandone l’utilizzo. Questo resta una priorità sia per la Premier League sia per il PGMOL e la Lega continuerà a coinvolgere tutti gli stakeholder per costruire sui progressi fatti con il Piano di miglioramento del VAR.

La linea ufficiale è quindi chiara: il VAR non si tocca, ma va reso meno invasivo e più efficace. I tifosi, per ora, sembrano aver capito soprattutto la seconda parte del messaggio.