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Perché Sarandos è tornato a Bruxelles

Il motivo ufficiale è semplice: incontri continui con regolatori europei. Netflix ha investito molto qui e vuole che le regole restino stabili e prevedibili. Dietro la retorica da ufficio, la sostanza è che l'Europa è diventata una parte centrale del business di Netflix.

I numeri che contano

  • Oltre 13 miliardi di dollari spesi nell'ultimo decennio per produrre contenuti in Europa.
  • Collaborazioni con più di 600 produttori indipendenti europei.
  • Circa 100.000 posti di lavoro creati tra cast e troupe grazie alle produzioni.
  • 12 uffici in Europa con circa 2.500 dipendenti.
  • Nell'ultimo trimestre l'area europea ha generato tra $3,5 e $3,8 miliardi di ricavi, con una crescita annua del 18%.

Regole, incentivi e il nodo della semplificazione

Sarandos ribadisce che Netflix segue le regole vigenti e preferisce gli incentivi fiscali alle imposizioni normative. Secondo lui, paesi come Spagna e Regno Unito, che hanno puntato sugli incentivi, hanno attratto grandi investimenti.

Punti chiave che Netflix chiede ai regolatori:

  • Regole semplici, prevedibili e coerenti a livello di mercato unico.
  • Attenzione a non frammentare il quadro normativo con mille regole nazionali che annullano i benefici del mercato unico.
  • Stabilità regolatoria per permettere pianificazione e produzione senza sorprese a metà progetto.

Chi è veramente il concorrente di Netflix?

Per Sarandos la competizione non è solo tra piattaforme di streaming. Il vero spazio di battaglia è lo schermo televisivo collegato. YouTube, secondo lui, non è solo un sito di video amatoriali ma un concorrente diretto per l'attenzione sul televisore.

  • Circa il 55% dell'engagement su YouTube oggi avviene tramite l'app su televisori collegati.
  • Quindi YouTube compete per lo stesso tempo di visione che può andare a una tv locale, a Netflix o ad altri servizi con abbonamento o pubblicità.
  • TikTok non è un competitor diretto per il catalogo, ma ruba attenzione e influenza i comportamenti delle nuove generazioni.

Perciò Sarandos chiede ai regolatori di considerare queste piattaforme sullo stesso piano quando si valuta il mercato televisivo connesso.

Il fallimento dell'accordo con Warner Bros. Discovery

L'offerta di Netflix per Warner Bros. Discovery è naufragata. Sarandos dice che le dinamiche politiche hanno complicato la narrazione ma non l'esito pratico. Dal punto di vista legale e regolatorio, la transazione era un'operazione verticale, non una concentrazione di asset duplicati, e quindi non sembrava destinata a creare un blocco storico.

L'esperienza ha però avuto effetti utili: ha aperto dialoghi con interlocutori che prima non erano così presenti, ad esempio gli operatori cinematografici. Secondo Sarandos, il processo ha portato a conversazioni costruttive sul futuro delle sale e della distribuzione.

Trump, Susan Rice e i confini tra rumore e ingerenza

Quando il presidente ha chiesto pubblicamente la rimozione di Susan Rice dal consiglio di Netflix, Sarandos ha liquidato la cosa come un post sui social. Non lo ha definito un'ingerenza politica formale e ha detto che, nel processo concreto, non c'è stata interferenza politica sulla transazione con Warner.

La linea di fondo per lui è chiara: separare il segnale dal rumore. I messaggi pubblici o i tweet possono apparire grandi, ma non sempre si traducono in azioni regolatorie.

Intelligenza artificiale: strumento per i creatori

Netflix ha acquisito la società InterPositive, collegata a Ben Affleck. Sarandos vede l'AI come uno strumento per i creatori, utile soprattutto se migliora la qualità delle opere.

  • L'obiettivo principale è rendere il lavoro creativo migliore, non solo più veloce o più economico.
  • AI può aiutare con riprese aggiuntive, ottimizzazioni in post produzione e uso dei materiali di produzione per migliorare il risultato finale.
  • Per il doppiaggio la performance umana rimane cruciale. L'AI può semplificare alcune operazioni, ma la voce e l'interpretazione restano fondamentali.

Podcast video e nuovi formati

Netflix è nelle fasi iniziali di sviluppo di podcast video. La strategia è puntare sui formati che già funzionano per loro: true crime, sport, commedia e contenuti legati a franchise esistenti come Bridgerton.

Secondo Sarandos i podcast video sono l'evoluzione dei talk show in formato più frammentato e mirato. Invece di cercare un singolo programma per tutti, il futuro è probabilmente una moltitudine di show di nicchia che costruiscono rapporti profondi con il pubblico.

Conclusione

Sarandos arriva a Bruxelles con un messaggio chiaro: Netflix è impegnata in Europa, vuole regole stabili e chiede che il quadro regolatorio tenga conto della nuova realtà dello schermo connesso. Allo stesso tempo, continua a investire in produzione locale, a sperimentare con AI come strumento per creatori e a esplorare formati nuovi come il podcast video.

Detto in parole semplici, Netflix vuole giocare secondo le regole, purché le regole siano chiare e durature.